“Hang on to your hopes my friend, that’s an easy thing to say but if your hopes should pass away simply pretend that you can build them again”

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Che stessimo attraversando tutti quanti una fase nostalgica si sapeva, era chiaro, cioè il vintage pervade la nostra vita sempre più prepotentemente nel bene e nel male. Onestamente a volte capita di trovarsi a fare dei discorsi nostalgici sull’infanzia e cosa sia sopravvissuto dagli anni ottanta a oggi, passando anche per quel periodo buio chiamato anni novanta.
Ho già detto in passato quanto io sia grata dell’esistenza di Netflix quindi non mi dilungherò molto in merito, ma ci tengo a ribadire quanto io sia felice che esista questa piattaforma perché, non solo mi ha salvato serate e serate di buio pesto su cosa guardare e come occupare qualche ora prima del collasso notturno in preda al bingewatch, ma mi accorgo, specialmente in estate dove nel mio caso l’attività cerebrale rasenta il -400, che più passa il tempo e più mi regali delle perle assolute.
Ok, lo so che praticamente ne hanno parlato tutti quanti dell’argomento di cui sto per parlare anch’io, ma non posso davvero esimermi dal farlo, perché è troppo troppo bbbello (con tre b, sì, statece). So benissimo che sicuramente non dirò nulla di nuovo e rivoluzionario su Stranger Things, ma sento che devo farlo anch’io.

Credo che un po’ tutti quelli nati a metà anni ottanta come la sottoscritta abbiano, chi più chi meno, lo stesso retaggio culturale soprattutto in ambito cinematografico: se ripenso a quel periodo mi tornano in mente i Goonies. Io amo i Goonies, all’epoca volevo cercare Willy l’Orbo anch’io e ancora oggi quando ridanno in tv quel film sotto natale non me lo perdo.
Ricordo compagni di classe alle elementari traumatizzati dalla visione prematura di IT (io appartengo a quella specie rara di quelli che si sono letti il libro nell’adolescenza e dopo si sono visti il fim), mia cugina, più grande di me, ossessionata da Twin Peaks e copertine di riviste con quello che pochi anni dopo ho realizzato essere il cadavere di Laura Palmer arrotolata nel cellophane come un involtino primavera, poster di Simon LeBon dei Duran Duran alternati ad album di Springsteen.
Ricordo ET – L’extraterrestre: io che lo adoravo e mia madre che non voleva assolutamente che io lo guardassi perché lei era terrorizzata da quell’alieno adorabile (credo purtroppo la cosa, per lei, sia immutata ancora oggi).
Sono cresciuta con i film di John Hughes, con Steven Spielberg e Tim Burton, con le figure dei cosiddetti “sfigati”, dei bulli di quartiere, Molly Ringwald e i cosiddetti ragazzi più ambiti della scuola di turno.
Senza contare film fantascientifici come War Games o Explorers con minacce globali e alieni, per non parlare di X-Files con i suoi mostri e il suo grande punto di domanda sul paranormale con i cosiddetti effetti speciali dell’epoca che ora fanno sorridere.

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Stranger Things, messa in questi termini, si può dire sia una serie in stato di grazia perché essendo stata partorita nel 2016 e non nel 1986 può godere di un tipo diverso di effetti speciali e strumenti. E’ una creatura di Netflix (e la parola creatura non è buttata lì a caso) partorita dai Duffer Brothers, di 8 episodi da circa 45 minuti ciascuno e non sono sufficientiiiii che prende alla lettera l’operazione nostalgia: vi prenderà vi risucchierà nel suo universo e vi risputerà fuori con un pezzo di cuore in meno.
Già dal font del logo di apertura si capisce che ci si imbatterà in territorio di altri tempi: sembra un romanzo di Stephen King, con il titolo tratteggiato in rosso su sfondo nero e la suddivisione in capitoli, ma del resto anche il contenuto non scherza perché il livello di intrattenimento è altissimo da subito. Inoltre ha dalla sua parte un cast fantastico, in primis Winona Ryder, perché al di là del fatto che lei rappresenti uno dei miei ricordi cinematografici del periodo, per antonomasia, sono contenta si stia riprendendo in campo lavorativo, l’avevo gia vista e adorata in Show Me A Hero lo scorso anno in un’ottima prova attoriale, spero vada avanti su questa scia.
Poi, senza ombra di dubbio, su tutti spicca il gruppo di ragazzini protagonisti principali della vicenda perché sono stati spettacolari dal primo all’ultimo. Come nei film d’avventura anni ottanta anche loro sono stati in grado di portare avanti incarichi importanti alla faccia di specialisti del mestiere e salvare la situazione.
Oltre a tutto questo una menzione speciale va alle scelte della produzione per quanto riguarda le locations e la ricreazione di atmosfere particolari ponte a rendere omaggio ai migliori prodotti cinematografici e seriali di genere.

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Sfido chiunque, guardando Stranger Things, a non viaggiare con la memoria tra i boschi di ET con gli inseguimenti in bici, con la comparsa di loschi figuri che trasmettono timore e fanno pensare ad un certo livello di autorità anche senza pronunciare una parola, come in X-Files. Oppure a provare una sensazione di apparente tranquillità con tutta la sequela di spaccati di vita ordinaria alla Twin Peaks, e così via, c’è che il tutto a mio parere è riuscito perfettamente stando ben attenti a mantenere un tono singolare.
In tutta questa, già immensa, operazione nostalgia un ruolo particolare lo riveste senza ombra di dubbio la colonna sonora perché (oltre ad essere un concentrato del mio iPod) è andata ad affondare le navi giuste una dopo l’altra: prima i Clash, poi le Bangles, i Joy Division, i Toto, i Jefferson Airplane, i New Order, gli Echo and the Bunnymen… gente, non si fa! Altrimenti poi va a finire con me che canto per casa Hazy Shades of Winter con lo sguardo a metà tra il catatonico e sull’orlo del pianto perché io quel pezzo lo collego a un altro film strappalacrime che mezzo basta chiamato Less Than Zero (per non parlare poi del resto delle canzoni menzionate).
Possiamo dire, quindi, che tutta la miniserie sia un perfetto distillato di anni 80 e primissimi anni 90, partendo dalla cultura pop del periodo raggiungendo fisime e fobie varie: abbiamo sparizioni, paranormale, complotti, fatti inspiegabili, insomma non ci si fa mancare nulla. Stranger Things è la dimostrazione che si può scommettere ancora sul “già visto” senza cadere nella becera banalità di genere: in primis perché io non ho granché pretese in fatto di serialità, insomma diciamo che di base mi devono catturare l’attenzione e farmi dimenticare che passano le ore mentre macino puntate su puntate, ed è successo; per secondo perché se si può rubare dai migliori per creare qualcosa di nuovo mantenendo sempre uno sguardo attento al passato e non dando per scontato l’elemento colpi di scena, allora andate avanti e datemi una seconda stagione anche se lo so benissimo che avrò aspettative altissime.

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“Personality, I mean that’s what counts, right? That’s what keeps a relationship going through the years. Like heroin, I mean heroin’s got a great fucking personality.”

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Cause di forza maggiore me lo impongono, l’account twitter di Film4 pubblica cose che non mi posso rifiutare di ripubblicare a mia volta.

Fermi tutti, abbiamo una data! abbiamo una data! Va bene è la data UK, ma è pur “sempre meglio che un calcio in culo” come direbbe Cineclan
IL 27 GENNAIO 2017 USCIRA’ IN SALA TRAINSPOTTING 2, o T2… voglio fare come faccio sempre con tutte le cose che mi piacciono e che mi creano aspettative, ovvero, voglio mettere le mani avanti e giudicare dopo averlo visto, però il fatto che il teaser sia uscito oggi lo prendo come un signor regalo di compleanno.

E’ molto bello vedere che Renton non sia ancora stato ammazzato di botte da Begbie per avergli rubato i soldi… WE’LL SEE

10 motivi per cui l’estate non fa per me

Anche oggi rompo gli schemi, è l’istinto di sopravvivenza che me lo impone.
Ci sono giorni, tipo oggi, in cui preghi gli dei pagani per una perturbazione di qualsiasi tipo, o in cui guardi le previsioni meteo con l’unico proposito di vedere una nuvola minacciosa coprire lo spazio geografico della tua provincia e se c’è un fulmine o qualcosa che faccia presumere l’arrivo di pioggia allora è tutto grasso che cola.

Oggi mi sono imbattuta in questo post anti caldo estivo, partorito da Giorgia Penzo (che tra l’altro gestisce un blog bellissimo e vi consiglio di visitarlo), che avrei potuto scrivere io di mia sponte perché elenca TUTTO MA PROPRIO TUTTO quello che più disprezzo dell’estate.
Il fatto di essere nata verso fine Luglio non conta un benamato ciufolo, è un luogo comune.
Il caldo mi fa schifo e io continuerò a emigrare verso lidi freschi o posti fuori dagli schemi, secondo l’italiano medio.
BUONA LETTURA

Gio. ✎

Ognuno ha i suoi limiti. Uno dei miei è l’estate.
Sfatiamo i miti: non siamo tutti uguali e – meno male – non ci piacciono le stesse cose. I luoghi comuni sono tanti, e quello sull’inestimabile bellezza della stagione estiva è forse il più gettonato (insieme alla convinzione che ogni essere umano ami il caffè, ovviamente).
Ma andiamo per ordine:

1- IL CALDO
A me piace il caldo, ma quello del caminetto. Adoro il tepore del tè nella teiera, della cioccolata in tazza, della copertina di pile tirata sui piedi.
L’afa asfissiante di luglio e agosto 24/7 da stemperare inutilmente con il ventilatore è una piaga biblica. E con il climatizzatore è anche peggio: rischi un’influenza che neanche la Spagnola del 1918. Sai poi che risate quando parte l’effetto sauna della Tachipirina?

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2- IL PRURITO
Le zanzare, signori. Potrebbe bastare questo punto. Ahi.

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3- L’ABBRONZATURA FORZATA
Ma come…

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Liebster Award (l’autocorrect continua a chiamarlo LOBSTER)

Alla fine è successo anche a me, dopo quasi un anno di imbrattamento di spazio virtuale e sproloqui cinematografici su wordpress mi è arrivato per la prima volta un Liebster Award da Zeus, che ringrazio tantissimo e tutto sommato non mi sembra una divinità cosi meschina come si autodipinge (ora mi punirà).

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Ormai sono caduta nel giro delle catene di sant’Antonio e questa cosa ora ricadrà anche su di voi *risata malefica a sfumare*

Le regole sono:

ringraziare per la nomination √

spiegare le regole √

scrivere 11 cose su di te √

rispondere alle 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato √

nominare a tua volta per il Liebster Award fino a un massimo di 11 blogger √

scrivere 11 domande per i blogger che hai nominato – ci proviamo ad arrivare a 11

avvisare ogni blogger nominato – io invoco il dio delle tag automatiche, esiste vero?

11 Cose su di me:

Diciamo che fareste prima a guardare la voce CHI SONO sul template del blog, ma in fondo sono buona e provo a dire cose un po’ meno banali.

  1. il mio armadio è composto per il 99,9% da indumenti neri (lo so, la fantasia)
  2. amo il freddo sopra ogni cosa, talmente tanto che quando arriva l’equinozio di primavera mi prendo male e inizio il countdown per quello d’autunno.
  3. adoro andare al cinema da sola
  4. al cinema odio stare nel primo posto di fianco al corridoio
  5. mi piace viaggiare in treno
  6. sto aspettando annuncino le date del prossimo tour dei Depeche Mode (con prezzi annessi) valutando attentamente quale organo del mio corpo sia meno importante di altri per poterlo usare al posto del denaro.
  7. sono un’orgogliosa acquirente di dischi in anni in cui si lamentano tutti della pirateria e amo i vinili (soprattutto usati)
  8. è da quando sono piccola che bramo la spada laser di Darth Vader e nonostante gli anni the feeling is the same, anzi adesso quella di Kylo Ren gli fa concorrenza. E’ il fascino del male..
  9. la mia città preferita all’estero è Berlino, quella italiana è Venezia.
  10. un viaggio della vita è sicuramente la Transiberiana, poi ne ho altri in mente ma quello ha la precedenza
  11. amo la cucina etnica e tentare di riprodurla in casa (con risultati infimi) in preda alle crisi d’astinenza.

Ora risponderò alle domande filosofiche di Zeus (e filosofiche non è un eufemismo)

1. Ma tu, su blog, che fai? Non era meglio farsi una vita?

La vita consisteva nel ciarlare di cinema con gente a cui fregava relativamente e/o su twitter, a caso, allora ho pensato fosse meglio ciarlare più ampiamente altrove.
No a parte, ho aperto questo blog perché erano anni che wordpress mi tormentava: avevo un blog altrove che poi è un po’ morto e ho voluto riprovarci, ma restringendo il campo e concentrandomi sul cinema. Visto che un blog su WordPress una volta aperto ho provato a modificarlo diverse volte senza successo ho capito che forse l’unico modo per sconfiggerlo era usarlo davvero… e niente, ora sono qui.

2. Meglio felice e povero o povero e basta?

Povera e basta fa schifo, signor Zeus mi lasci almeno una gioia alla vita.

3. La stupidità porta tanti vantaggi, ma a chi?

La stupidità porta felicità se non sai di essere stupida perché, così, la vita è più bella per te (ma solo per te).
Si capisce?

4. Se dovessi portarti un disco sull’isola che non c’è, che disco ti porteresti? Tieni presente la location dove sei diretto/a!!

Ma io porto l’iPod e vi frego tutti, che non si può? facciamo che vado in a Praga e mi porto l’omonimo dei Cinema Strange che fa tanto atmosfera.

5. Facebook o blog? Twitter o Instagram? Ma non senti il richiamo delle lettere?

I social networks sono belli fino a ‘na certa, io sono una grande amante della posta old school. Mi rende felice aprire la buca delle lettere e trovarci roba (Alla luce di ciò è facile capire che il signor Amazon ad oggi potrebbe mandare al college 5 figli, grazie a me).

6. Un libro da consigliare ai posteri?

Adoro Il Maestro e Margherita di Bulgakov, è un libro che per esperienza personale o si ama o si odia, ma ha quell’elemento fantasy aggiunto che lo rende particolare.

7. Stai per morire e hai ancora un desiderio (a parte il classico: non voglio morire). Cosa desideri? Ricordati che il genio della lampada è cieco e parla straniero.

Vabbè Zeus ti odio… vediamo, ma straniero che? be more specific. Vabbè facciamo che parla inglese “I want to marry Oscar Isaac. I know you’re blind and don’t know what the heck he looks like but if it helps as a hint just know that he has a vague hispanic accent and lives in NYC.”

8. Ti senti arricchito a rispondere a queste domande? Cosa provi? Che sentimenti di frizzano nella testa?

Tantissimo, troppe emozioni tutte insieme che non so gestire.

9. La tua macchina inquina più di 10 petroliere. Non pensi sarebbe meglio prendersi una petroliera e farla finita?

Infatti io vorrei uno di quei cosi mega truccati che ci sono in Mad Max: Fury Road, leviamoci il pensiero e creiamo un secondo buco nell’ozono. Vorrei anche Tom Hardy a guidarlo perché sono una pippa al volante.

10. Uomo o animale? Cosa preferisci?

Un pastore tedesco tutta la vita, e intendo la razza canina.

 Devo scrivere 10 domande a cui i blogger nominati dovranno rispondere:

ahahahahahah io non so manco se riesco ad arrivare a 5, non mi posso rifiutare? vabbè proviamo.

  1. Com’è iniziata la tua avventura con il blog? perché? cosa ti ha spinto ad aprirlo?
  2. Se dovessi scegliere un’epoca in cui vivere quale sceglieresti e perchè?
  3. Sei una di quelle persone che adorano il giorno o la notte?
  4. C’è un film o un libro o una canzone che sembra parli di te? e perché?
  5. Quale pensi sia il tuo animale guida?
  6. Sei una persona superstiziosa?
  7. Mare Montagna o Lago?
  8. Se potessi scegliere di mangiare qualcosa per tutta la vita che cosa sceglieresti?
  9. Quale paese non hai mai visitato e vorresti visitare assolutamente?
  10. Hai la possibilita di riportare in vita 5 personaggi storici e cenarci, chi scegli e perchè?

Adesso devo nominare dei blogger che dovranno rispondere a queste domande e spero lo facciano perché sarei curiosa di sapere le loro risposte, così per conoscersi un po’ meglio.

Nomino:

Kasabake

Pizzadog

DoppiaW

Cineclan (te ti conosco gia ma non importa le domande te le becchi lo stesso)

Colpoditacco

La Strega

AFoxAmongTheBooks 

PennyLaneOnTheTube

Giorgia Penzo

ClariceWr