DC Comics dobbiamo parlare

Joker joaquin

Fin da piccola sono sempre stata fan di Batman. Sono cresciuta letteralmente con il Batman in calzamaglia quando tornavo da scuola e facevo merenda; poi c’è stata la folgorazione per i due film di Tim Burton che mi hanno letteralmente plasmato l’immaginario esistenziale; i cartoni animati sull’uomo pipistrello; successivamente, checché se ne dica io ho salvato qualcosa da tutto quanto, anche Batman forever e Batman e Robin si sono ritagliati uno spazio nel mio cuore; poi è stata la volta della trilogia di Christopher Nolan che fa gara a parte e mi fermo qui. L’ultimo prodotto della “saga” e cioè Batman vs Superman l’ho visto di malavoglia e non credo nemmeno di averlo finito, mentre gli altri: Justice League e Suicide Squad li ho ignorati a piè pari.
Si può comunque dire che io sia stata cresciuta a tutti gli effetti estimatrice della DC fin dagli albori, e invece poi qualcosa dev’essere “andato storto” perché la Marvel ha rubato i miei ultimi 11 anni di vita con il suo universo cinematografico espanso.

I cattivi di Batman sono sempre stati i piu fighi: il Joker (ma anche il Pinguino) su tutti.
Ho sempre adorato Jack Nicholson come attore con quel suo essere sopra le righe nella vita e sul palcoscenico. Prendendo una citazione di Eva Green in un’intervista “he makes me laugh” – ti capisco ragazza. Nel primo Batman di Tim Burton ha dato vita a un Joker fantastico, ben più simile all’originale di Cesar Romero apparso nella storica serie tv: un gangster folle, vestito di viola, più simile a un clown, ma col ghigno mefistofelico in faccia e un grottesco senso dello humor misto a follia.
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Dopo c’è stato Heath Ledger nel capolavoro di Christopher Nolan, The Dark Knight. All’inizio non sapevo cosa aspettarmi, non sono mai stata una fan incallita ma mi è sempre piaciuto Heath come attore in quanto sceglieva ruoli interessanti ed era bello vederlo all’opera. Purtroppo sappiamo tutti che fine ingrata gli è toccata e nonostante ormai siano passati diversi anni non nego che faccio ancora fatica a realizzare l’accaduto. Il suo Joker era ben più oscuro e decadente del personaggio costruito da Jack Nicholson. Folle ed eccentrico ma ben più fuori controllo e imprevedibile.
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Prima che me lo contestiate, no, del joker di Suicide Squad non parlerò perché come ho detto sopra non l’ho ancora visto. La ragione è semplice: mi avevano fatto passare la voglia a suo tempo, in tutti i sensi. Non preoccupatevi prima o poi lo recupererò, sono molto estemporanea per queste cose.

Ma veniamo a noi, cara DC, dopo questo periodo che definirei “fiacco” almeno dal punto di vista personale, io ti chiedo una cosa: TI PREGO, TI PREGO E TI SCONGIURO, NON FARMI RIMANGIARE L’HYPE PER IL NUOVO FILM SUL JOKER.
Se c’è una cosa che a volte azzecco nella vita (ma nonostante tutto sono conscia di non saper fare bene) è il fantacasting. Detto ciò, aspettavo un Joker come quello fatto da Joaquin Phoenix da anni. Il trailer uscito qualche giorno fa promette già grandi cose che spero non verranno tradite nel film.

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Non voglio farmi troppe illusioni ma basandomi su quello che vedo il film mostra toni retrò, una genesi del personaggio promettente un po’ old school che la butta sul psicologico, una citazione a Charlie Chaplin, un attore che adoro e che quando gli è stato richiesto di avere a che fare con le parti da psicolabile ha sempre dato il meglio. Tutto ciò non può essere un caso, questo film dovrà per forza essere bello.

DC COMICS MI VOGLIO FIDARE.

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Di soggettive, polmoni persi e settimane della moda

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Quando leggi che Nicolas Winding Refn passa per Milano.. che fai? non vai? OVVIAMENTE TENTI DI ANDARE

Il 22 Febbraio è stato ospite di Fondazione Prada per presentare uno dei suoi progetti più recenti, il sito BYNWR.COM che veramente esiste da un po’ online ma nel caso in cui non sapeste di che si tratta vi invito a visitarlo.
Ci si deve iscrivere ed è completamente gratuito, inoltre ogni mese si arricchisce di nuovi contenuti. Cosa succede quando adori un regista nerd? Succede che quando meno te l’aspetti può capitarti di avere tra le mani il netflix del cinema exploitation e grindhouse.
Si tratta di una collezione di pellicole completamente restaurate da Refn in alta definizione e messe a disposizione del pubblico senza contare la mole di contenuti da leggere che accompagnano le pellicole.
Più che una piattaforma lo chiamerei una scatola cinese, perché sai quando entri ma non sai come ne esci dato che ci si perde facilmente nell’esplorarlo.

L’evento a Milano si è svolto durante la settimana della moda e ce ne siamo accorte per il traffico, tendenzialmente raddoppiato, noi ci abbiamo provato ad arrivare in orario ma anche la posizione del museo ci ha messo a dura prova. Perché non sarà mai abbastanza drammatica la situazione, dovrai anche correre.
Diciamo che nella sfiga, per fortuna erano in ritardo sulla tabella di marcia e ce l’abbiamo fatta, ma purtroppo visto e considerato che a malincuore me ne sono dovuta andare prima del previsto mi sono persa un pezzetto della conversazione intercorsa tra Refn, l’editor del sito Jimmy McDonough, il direttore dell’agenzia BUREAU David Frost e Manlio Gomarasca di Nocturno. Gli interventi sono stati tutti molto interessanti, fa sempre piacere stare ad ascoltare persone che amano quello che fanno e fa doppiamente piacere se riescono a lasciarti qualcosa, ad esempio l’ispirazione. Siano ringraziate le divinità pagane per i potenti mezzi dell’internet che ci permettono di recuperare il tutto interamente online.

Non sono riuscita nemmeno questa volta ad avvicinarlo, quindi la prossima volta non mi scappi Nicolas. In compenso gli ho fatto delle foto di infima qualità da lontano che fanno pietà – tipo questa sotto – che però mi mettono in pace col mondo (perché se non fotografo qualcosa non sono contenta).
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Adesso aspetto una data di uscita di TOO OLD TO DIE YOUNG, la sua serie tv prodotta da amazon studios, anche perché non dovrebbe mancare più molto tempo.

Mentre invece l’appuntamento in Fondazione Prada è settimanale: ogni venerdì fino al 24 Maggio 2019 viene proiettato gratuitamente uno dei film restaurati da Nicolas Winding Refn.

SOGGETTIVA NICOLAS WINDING REFN
Fondazione Prada
Largo Isarco, 2
20139 Milano

“Que viva latinamerica!”

Ieri mi sono presa una pausa, necessaria, volevo scrivere l’articolo postumo alla cerimonia degli oscar di domenica notte, ma rischiava di non avere davvero né capo né coda, cosa che temo accadrà anche ora, ma non potrà mai raggiungere i livelli di nonsense che rischiava di toccare ieri. Mi scuso in anticipo.
Ero schiacciata da un mix di felicità-sonno-rabbia-nichilismo-bisogno disperato di svagarsi anche perché l’esito delle elezioni l’abbiamo visto tutti.
MA NON VOGLIO PARLARE DI QUESTO, quindi il mio post avrà volutamente un tono leggero e pervaso dal più becero eye candy perché domenica 4 marzo oltre a seguire la premiazione che non mi perdo mai stavo semplicemente cercando di non pensare a quella pervadente e inevitabile sensazione di morte e distruzione suscitata dagli exit poll e il mio twitter (no, non solo il mio) era inondato di più commenti da osteria del solito.

La serata è stata condotta anche questa volta da Jimmy Kimmel e la cosa non mi è dispiaciuta, si è svolta senza intoppi, ma l’ho trovata un po’ sotto tono anche se ho apprezzato la trovata dell’anno di invogliare i vincitori a fare dei discorsi di ringraziamento brevi: la messa in palio di un jet ski con Helen Mirren valletta stile televendita.
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Ma poi ha vinto qualcuno? non sono aggiornata, ditemi!

Comunque, della cerimonia di quest’anno tranne per un punto (cioè la a parer mio inspiegabile vittoria di Get Out come BEST ORIGINAL SCREENPLAY invece che di quella del mio personal fav irlandese Martin McDonagh per 3 Billboards outside Ebbing, Missouri) posso ritenermi la persona più felice del mondo perché non ricordo tanta fortuna nei miei pronostici da praticamente MAI.
Davvero, non ho nulla da dire, è surreale.
Ci si sente davvero realizzati, è una sensazione che chiunque dovrebbe provare una volta nella vita, probabilmente fa anche bene alla pelle (non lo so, se è vero è la svolta).

L’anno prossimo come minimo mi incazzerò come una vipera, ma potrei ritenerlo una inevitabile conseguenza legata al karma.

ma dicevamo…

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Hanno vinto Gary Oldman, Allison Janney, Sam Rockwell e Frances McDormand e non ho dovuto sacrificare bambini o vacche sacre perché accadesse.
E’ davvero stupendo.
Ognuno di loro portava un ruolo singolare e sono davvero contenta.
Nello specifico Sam Rockwell e Gary Oldman aspettavo di vederli premiati da tempi immemori, quindi adesso posso portare avanti altre campagne propagandistiche personali.
Capito Michael Fassbender, Joaquin Phoenix, Robert Downey jr? c’è speranza anche per voi.

Ha vinto Guillermo del Toro per la regia e pure il film The Shape of Water.
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E giustamente visto quello che è successo lo scorso anno ha pensato di controllare fosse la busta giusta. Cioè, adesso, biasimiamolo… CHI NON LO AVREBBE FATTO?last-year039s-039envelope-gate039-leads-to-design-change-at-oscars-2018

Quest’anno era presente parte del cast di Star Wars: The Last Jedi che è salito sul palco a presentare e c’era Oscar Isaac che a un certo punto ha pensato fosse una buona idea fare i grattini a BB8 in diretta mondiale.
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Ha vinto Coco e Mark Hamill ci ha tenuto a ricordare la gaffe del secolo dandomi modo di urlare cose veramente stupide come “ODDIO OSCAR CHE DICE AND THE OSCAR GOES TO…” (lo so, ammazza che ridere, era una serata difficile)
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In tal proposito vorrei procedere mostrando cosa stava succedendo intorno alle 4 di mattina mentre io combattevo il sonno perché è necessario.

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no, fate con comodo

28428953_2035409563401184_6119293764948197376_nDannati latinoamericani non avete chiaramente rispetto per la povera gente sensibile che soffre dall’altra parte del globo.

Academy, tra l’altro non è stata nemmeno una grande idea far salire Gael Garcia Bernal sul palco a cantare Remember Me, sleep deprived per sempre.
FEDERICO RAMOS, GAEL GARCIA BERNAL
Sempre per la parentesi latino america, si è aggiudicata anche il premio per il Miglior Film Straniero con A Fantastic Woman. Sì facevo piu il tifo per la Svezia ma sono davvero contenta abbia vinto il Cile. Tra i produttori ci sono i fratelli Larraìn e quindi va bene così anche se l’anno scorso avrei preferito vedere Pablo Larraìn candidato a qualche statuetta per Jackie oltre alla sola Natalie Portman o per Neruda perché davvero meritavano di più.
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L’anno scorso hanno portato turisti in sala (veri o no, non lo sapremo mai) e una coppia è stata sposata da Denzel Washington, quest’anno lo show è andato dal pubblico in un cinema vicino al sony theater.
Ora voglio anch’io Margot Robbie, Lupita Nyong’o e Mark Hamill e altri che mi portano cibo spazzatura e le caramelle in sala
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C’è stato pure il momento IN MEMORIAM sempre tristissimo come è giusto che sia, ma questa volta accompagnato dalle note di Eddie Vedder. Non sapevo ci fosse, non ne avevo idea ed è stato solo l’ennesima sorpresa.

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Insomma, alla fine non posso che essere soddisfatta e se qualcosa non è andato non ne ho davvero idea, non avevo tempo di notarlo perché ero fin troppo distratta.

Speriamo la prossima edizione non mi deluda perché questa era di un livello davvero altissimo in quanto a film in gara e attori.
Quindi concluderò il post con la cosa più importante che mi aiuterà a tirare avanti per i successivi 364 giorni

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90th Academy Awards - Oscars Show – Hollywood

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90th Academy Awards - Show, Los Angeles, USA - 04 Mar 2018

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in zona cesarini

Avevo in programma di scrivere questo post ieri ma poi tra una cosa e l’altra mi sono ridotta a questa sera.
Sono comunque in tempo anche se in una versione un po’ più contenuta rispetto alla manfrina dell’anno scorso.

Come tradizione vuole ho cercato di recuperare più film possibili per questa awards season e sono tutto sommato soddisfatta di me stessa. Non voglio sollevare polemiche ma, scandalo Weinstein a parte (che condanno, sia chiaro), sono un po’ infastidita dalle decisioni prese da chi di dovere. Non lo so… mi sembrano scelte un po’ troppo influenzate dall’esterno, ma d’altronde quest’anno funziona così e non mi esprimerò.

Ma procediamo con i miei pronostici misti a tifo spassionato che il tempo stringe

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BEST PICTURE
Vincerà: 3 Billboards outside Ebbing, Missouri
Vorrei vincesse: 3 Billboards outside Ebbing, Missouri o in alternativa The Shape Of Water

In realtà il livello è altissimo quest’anno, è stato davvero difficile scegliere ma c’è anche da dire che sono partita subito col piede “sbagliato” nel senso che il film di Martin McDonagh, per cui tifavo già a scatola chiusa quando è stato presentato al festival di Venezia, è stato uno dei primi che ho visto del mio recuperone annuale e quindi, insieme a I,Tonya (che non è stato nominato e lo ritengo uno scandalo) mi sono dovuta sforzare di trovare qualcosa di bello bello in modo assurdo anche negli altri candidati alla statuetta. Per fortuna ci ha pensato Guillermo del Toro e un po’ anche Paul Thomas Anderson (anche Christopher Nolan, per dio) ma aiuto.. le scelte orribili da fare.


BEST LEADING ACTOR

Vincerà:
Gary Oldman (c’è l’incognita Daniel Day Lewis che mi alita sul collo)
Vorrei vincesse: Gary Oldman

piccolo rant necessario quindi vi beccate il capslock: DEVE VINCERE GARY OLDMAN, E’ UNA COSA CHE ASPETTO SUCCEDA DA SECOLI E MI HANNO GIA’ TOLTO LA GIOIA DI VEDERLO SUL PALCO CON LA STATUETTA AI TEMPI DI TINKER TAILOR SOLDIER SPY CHE PER INCISO E’ STATA L’UNICA VOLTA IN CUI E’ STATO NOMINATO E MI PARE GIA’ SUFFICIENTEMENTE UNO SCANDALO COSI’.

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non è vero, sono di più

Daniel, ho capito che ti ritiri e mi dispiace, veramente, ma stay in your lane che ne hai già tre.
Timothy Chalamet, non ti odio, il mio problema sono le tue fan quindi anche tu fai il favore stay in your lane.

BEST LEADING ACTRESS
Vincerà: Frances McDormand
Vorrei Vincesse: Margot Robbie

In realtà in questa categoria come cadi cadi in piedi. Faccio io per prima il tifo per Frances McDormand perché è stata a dir poco meravigliosa in 3 Billboards e spero vinca davvero, ma non posso esimermi dal fare il tifo spudorato per Margot Robbie perché se è vero che già di suo io la trovi un’attrice con tanto da dire, in I,Tonya è stata davvero spettacolare e sarei davvero felice di vederla vincere.
Anche Saoirse Ronan mi è piaciuta proprio perché è riuscita a farmi detestare il suo personaggio in Lady Bird ma ecco, non sarei contenta allo stesso modo.
Vedremo che cosa accadrà.

BEST SUPPORTING ACTOR
Vincerà:
Sam Rockwell
Vorrei vincesse:
Sam Rockwell

Non accetto altre opzioni.
Il sogno perverso è vederlo salire sul palco zompettante, così, COME E’ GIUSTO CHE SIA
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BEST SUPPORTING ACTRESS

Vincerà: Allison Janney
Vorrei vincesse: Allison Janney

Idem come sopra.
No vabbè, eventualmente mi andrebbe bene anche Lesley Manville, glaciale e lapidaria in Phantom Thread.

BEST DIRECTOR
Vincerà: Greta Gerwig
Vorrei vincesse:
Guillermo del Toro

Deve vincere Guillermo del Toro, tassativo, come alternativa accetto solo Christopher Nolan.

BEST ANIMATED FEATURE
Vincerà: Coco
Vorrei vincesse: Coco

Ne ho visti solo due di questa categoria, uno è Coco e l’altro è The Boss Baby, ma Coco mi ha seccato i condotti lacrimali e quindi deve vincere.

BEST ADAPTED SCREENPLAY
Vincerà: James Ivory per Call Me By Your Name
Vorrei vincesse: Scott Frank, James Mangold and Michael Green per Logan

Darei il premio a Logan solo per il fatto che dopo tanti tentativi fallimentari finalmente sono riusciti a scrivere un film su Wolverine come cristo comanda, ma mi preparo a tirare giu il calendario con i santi. One can dream.

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
Vincerà: Martin McDonagh
Vorrei vincesse: Martin McDonagh

Con la fortuna che ho, come minimo vincerà Greta Gerwig. In alternativa accetto solo Guillermo del Toro.

BEST CINEMATOGRAPHY
Vincerà: Blade Runner 2049
Vorrei vincesse: Darkest Hour

Premesso che Blade Runner 2049 non l’ho ancora visto e con gli altri film nominati ho seri problemi a scegliere perché secondo me meriterebbero tutti, vado con Darkest Hour perché alcune scene sembravano uscite da una galleria d’arte.

BEST FOREIGN FILM
Vincerà: non ne ho idea perché non saprei come scegliere
Vorrei vincesse: The Square

Questa è la mia categoria preferita perché nasconde sempre perle nascoste, ma spesso mi capita di trascurarla perché non faccio in tempo a recuperare tutto il resto o semplicemente non ho modo di recuperare i film. Quest’anno ne ho visti due: The Square e A Fantastic Woman e li ho amati entrambi nella loro diversità. A Fantastic Woman mi ha straziata, mentre invece The Square mi ha angosciata ma anche divertita e soprattutto mi ha fatta riflettere molto. Trovo che sia un ottimo film europeo e soprattutto ben piantato nella realtà odierna quindi sì, mi piacerebbe molto vincesse.
Non mi pronuncio sugli altri premi tecnici, ma questo è quanto. Vedremo che succederà e quanto resisterò sveglia, come al solito.

Faye Dunaway e Warren Beatty fatece sognà

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“and the winner is… eh… no, you do this”

2018 puoi solo stupirmi

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Per la legge universale del chi non muore si rivede, sono tornata a scrivere. Chi non muore, nel vero senso della parola, visto e considerato che sto resuscitando lentamente dall’influenza. Quest’anno le cosiddette feste comandate le ho passate imbottita di medicinali e ho fatto in tempo giusto giusto a vedere i parenti il 25 dicembre, tutto il resto è riassumibile con intrugli homemade a base di radice di zenzero, limone e miele, paracetamolo, aerosol, vicks e sciroppo per la tosse (cioè la tosse non mi viene mai, capite? e se mi viene mi resta un’eternità).

Diciamo che sono contenta che il 2017 sia finito, anche perché oltre ai germi influenzali a parte due o tre cose veramente positive non posso certo dire sia stato particolarmente di impatto e da tramandare ai posteri.

Per quanto riguarda il blog, mi faccio abbastanza schifo, ho bozze iniziate e abbandonate da maggio ma cause di forza maggiore mi hanno tenuta lontana dal mio passatempo. Mi è spiaciuto ma non potevo fare molto, spero quest’anno di essere un po’ più produttiva perché mi manca.

Inoltre oggi è già il 7 gennaio e sono in ritardo con la mia top 12 del 2017 (perché a noi le cose semplici non piacciono e non riusciamo a farle) quindi ora procederò.

Il mio 2017 cinematografico è stato apatico e costellato dalla sfiga. Sono andata al cinema e altre pellicole le ho recuperate per vie traverse, ma mi sono persa diverse cose che invece han visto tutti e che mi hanno fatta sentire esclusa dagli scontri sui social (scherzo, sono meno dispiaciuta della cosa di quanto si possa pensare) molte delle quali perse per il semplice fatto che le case di distribuzione hanno pensato di farle uscire quasi tutte nel momento più sbagliato di sempre, dove io non mi sono potuta muovere più di tanto, quindi vi batterò sul tempo togliendovi da questo impaccio, ed evitandovi così una serie di domande esistenziali, dicendovi fin da subito che:

  • non ho visto il nuovo Blade Runner
  • non ho visto Spider Man
  • non ho visto IT
  • non ho visto Mother!
  • non ho visto Wonder Woman
  • non ho visto Justice League

così ci leviamo il pensiero.

Passerò quindi a elencare i film che ho adorato nel 2017 con una breve didascalia.

BEST OF 2017

1. Logan
Credo sia IL FILM del 2017 anche solo per il fatto che sono finalmente riusciti a fare un film con cognizione di causa su Wolverine, ma in realtà è molto di più. E’ la fine di un’epoca a livello personale, quindi mi spiace ma NUMERO UNO.

2. Dunkirk
Christopher Nolan torna a giocare con lo spazio e il tempo e tranne un piccolo neo che mi porto dietro dalla seconda visione questo film è un ulteriore passo avanti nella sua cinematografia. Ansia a pallettoni.

3. Star Wars: The Last Jedi
Un film che personalmente ho adorato per il coraggio di rischiare e che mi ha fatto capire ulteriormente quanto io non abbia mai avuto niente da spartire con una porzione del fandom di Star Wars e va bene così.

4. Paterson
Una delle prime pellicole viste nel 2017 a cui ho pensato diverse volte durante l’anno. Davvero bellissimo

5. Suburbicon
Ho sentito molte critiche mosse a questo film e deduco non sia stato amato da tutti ma un dato di fatto è che sia una pellicola necessaria. Mi sono divertita tantissimo ma mi ha lasciato addosso anche una buona dose di angoscia di fondo. Preferisco George Clooney regista dall’attore.

6. The Killing of a Sacred Deer
Come per The Lobster, The killing of a sacred deer è un film a troppo assurdo per funzionare ma alla fine il suo lavoro lo fa, ero davvero assorbita dalla visione e c’è poco da fare, Yorgos Lanthimos, sa farti prendere a male. Barry Keoghan merita premi.

7. Neruda
Film che mi aveva incuriosita tantissimo da molti mesi prima e che si è rivelato un gioiellino per la sua messa in scena. Avevo già visto alcuni anni fa NO: I giorni dell’Arcobaleno, ma credo che il 2017 sia stato l’anno in cui ho esplorato un po’ di più la filmografia di Larraìn (anche se mi mancano un paio di titoli da vedere).

8. England is Mine
Ne parlerò meglio in un altro post, ma questo film è stato la sorpresa del 2017 per tanti motivi. E’ un film su Morrissey, ma allo stesso tempo non lo è per niente e forse è proprio questa la cosa che me l’ha fatto piacere cosi tanto. Recuperare.

9. Hidden Figures
L’avevo adorato durante la scorsa awards season e che ancora adesso mi ritrovo a consigliare alla gente. Pianti a volontà. Doveva stare nella lista.

10. Ammore e Malavita
Chi mi conosce sa quanto io adori l’Ispettore Coliandro quindi probabilmente non si stupirà granché a vedere questo titolo, ma se non l’avete visto dovete recuperarlo. I Manetti Bros hanno fatto un musical ambientato a Napoli, in ogni caso basti sapere che ero piegata dal ridere.

11. The Beguiled
Sofia Coppola ha fatto un ghost movie senza essere un ghost movie. L’originale nono l’ho mai visto ma recupererò.

12. I, Tonya
I cheated, ma non potevo più aspettare. Lo chiamerò semplicemente il search and destroy del pattinaggio artistico. Politically Incorrect da morire, Margot Robbie è meravigliosa e deve vincere tutto, ma anche il resto del cast è spettacolare. Esigo una copia della colonna sonora.

E’ stato difficilissimo scegliere, ma che dico, è sempre difficilissimo scegliere. Se fosse stato facile la mia sarebbe una top 10 come quella di tanta gente normale. Basti sapere che già così mi sento una persona orribile, senza contare il fatto che sono giorni e giorni che ci rifletto su, ma bisogna darsi un limite.

Questa lista rappresenta quello che consiglio e che rivedrei più che volentieri.

Ho pensato di fare una cosa in più, aggiungere due mini liste collaterali che ho deciso di chiamare:

PENSAVO PEGGIO E INVECE

Song To Song
Contando gli anni di gestazione ero davvero preoccupata, alla fine capito il meccanismo lo si apprezza per quello che è: un film che si svela allo spettatore come un album musicale.

Pirates of the Caribbean: La Vendetta di Salazar
L’avevo visto per la scienza, non volevo vederlo veramente anche perché il precedente non lo ricordo e non mi manca. Questo alla fine è stato carino però la smettiamo, dai su.

T2: Trainspotting
Mi ero già espressa a riguardo nella recensione che potete leggere qui

Hacksaw Ridge
Mi ero già espressa a riguardo nel post riguardante gli scorsi premi oscar. Come dicevo, Mel Gibson regista non mi fa strappare i capelli, ma è riuscito a fare un buon lavoro.

Thor: Ragnarök
Avevo una paura folle, alla fine sono uscita dal cinema soddisfatta.

Ghost in The Shell
L’anime giapponese non l’ho mai visto, quindi non ho “la base” per giudicare a dovere però non l’ho trovato cosi brutto come molti lo giudicavano. Anzi ho adorato gli effetti speciali e la fotografia.

FAREMO FINTA DI NIENTE

Alien: Covenant
Brutto. Scontato da morire fino alla parodia. La parte degna di nota è il confronto tra gli androidi. Perché avere un Michael Fassbender quando puoi averne due? peccato che nemmeno lui sdoppiato sia stato in grado di salvarmi il film.

The Place
Questo film mi ha fatta veramente incazzare perché era bello, mi stava prendendo veramente, poi non so cosa sia successo esattamente e non so nemmeno io cosa mi aspettassi esattamente ma il finale mi ha lasciato veramente l’amaro in bocca. Mi ha delusa. E’ come quando dopo aver fatto una fila di 20 minuti per un cono gelato al caramello salato fai per addentarlo e il primo che passa ti si butta addosso facendotelo cadere per terra. E comunque devo sempre vedere Perfetti Sconosciuti.

First Kill
Questo film l’ho aggiunto solo come monito a me stessa. Perché ogni anno succede che prima o poi mi guardo un film perché c’è un attore che non vedo da tanto tempo e mi manca e a volte va bene e a volte invece becco delle stronzate colossali. Film d’azione di infima scrittura allungato come una minestra annacquata che campa solo ed esclusivamente in funzione delle scelte sbagliate dei protagonisti. Gethin Anthony, cosa mi fai guardare. Mettiti una mano sul cuore.

Penso sia tutto per ora.

Nel frattempo vi auguro un buon 2018, e anche a me stessa, nella speranza che sia meno surreale dell’anno precedente. Spero di essere un po’ più presente qua dentro anche perché questa awards season è carica di film interessanti e che attendo impazientemente. Questa notte ci sono i Golden Globes e ho altissime aspettative, ma ne parlerò in separata sede.

Fatemi sapere nei commenti quali film avete salvato del 2017 che sono curiosa

il 2016 che per fortuna è finito

E ci risiamo, è di nuovo gennaio, lo è da ben cinque giorni e lo scorso anno è stato talmente strano e frenetico da volarmi via.

Il 2016 ha fatto schifo e so che si fa prima a contare le persone che non si ritrovano con questa affermazione, per quanto mi riguarda però il termine corretto dovrebbe essere discutibile.
Non mi metterò nemmeno a elencare le morti nel mondo dello show business perché ormai si sa, ne hanno parlato anche i muri, sono davvero tantissime e non mi capacito ancora oggi.
Tutto sommato ora però cercherò di analizzare un pochino il salvabile dell’anno appena concluso perché sì, surprise-surprise, c’è del salvabile anche nel 2016, ma visto che mi risulta davvero difficile scindere le cose belle da quelle brutte accadute a livello di intrattenimento spettacolo e cinema tenterò di fare un riassunto più o meno a memoria. L’elemento paranormale ha comunque regnato sovrano nel bene e nel male durante tutto l’anno in tutti gli ambiti di competenza.

Tutto è iniziato a gennaio con la vittoria di Leonardo Di Caprio ai Golden Globes Leonardo DiCaprioe poi agli Oscar per The Revenant… dai, vi sento, non osate dire di no! (ok dai povero, non è vero, ma il dubbio mi è venuto)
Però una cosa di cui ammetto sarò grata per sempre è che con il 2017 (a livello di awards season dal punto di vista di spettatrice) si è giunti a una sorta di ANNO ZERO perché finalmente non sentirò più urlare in tutti i luoghi e in tutti i laghi “DATE UN OSCAR A LEONARDO DI CAPRIO” da gente che manco sa che film ci sono in gara né ha visto i film in gara e solo perché lo dicono tutti (è successo veramente, non è per fare polemica).
Ho già spiegato precedentemente la mia posizione a riguardo quindi non mi dilungherò oltre, ma è davvero una liberazione. Grazie davvero 2016.

Hanno fatto un remake del Rocky Ho… no, è vero non ne vale nemmeno la pena ricordarlo perché tanto NON ESISTE.

Un altro motivo per cui il 2016 ha fatto senza ombra di dubbio schifo corrisponde al momento in cui quel canale bellissimo chiamato LaEffe, isola felice per gli amanti dei drama firmati BBC, ha abbandonato la programmazione in chiaro di noi poveri senza sky per finire nel pacchetto a pagamento. No, non l’ho ancora mandata giù.

Questo devo dirlo perché chi mi conosce sa che è una cosa plateale ed ora probabilmente i fan di Channing Tatum incapperanno in questo articolo e mi riempiranno i commenti di insulti, ma sto per dire una cosa carina su di lui.
Non sono mai, davvero mai stata sua fan a livello attoriale e non l’ho manco mai trovato così manzo come il resto della popolazione femminile lo definisce (regà, davvero, più roba per voi), comunque sia i fratelli Coen con Hail Caesar! sono riusciti a dargli una parte in cui anch’io ce l’ho fatta ad apprezzarlo un po’ almeno a livello espressivo. Cioè, vorrei mettere in chiaro che sono ancora in terapia e fatico ad ammetterlo, ma è vero.
Mi piace comunque pensare sia un caso isolato e questo in ogni caso non vuol dire che mi sia ammorbidita riguardo alla possibilità di vedergli fare Gambit, anzi… scordatelo.

Nonostante io sia stata rassicurata svariate volte sull’alto livello di professionalità mantenuto in trasmissione e abbia visto qualche puntata facendo pure il tifo per lui,manuel-agnelli-981x540 perché anni di affetto incondizionato sono difficili da cancellare, io faccio ancora fatica a digerire il pensiero di Manuel Agnelli giudice di X-Factor. E’ stata una cosa che mai mi sarei immaginata di veder succedere, e invece è successa. Insomma, tanto per fare un esempio pratico: se mi avessero ibernata 10 anni fa, scongelata entro dicembre e avessi visto una cosa del genere senza preavviso alcuno credo tranquillamente sarei morta d’infarto.

Tom Hiddleston, dopo anni di onorato servizio da persona seria, ha ceduto. E’ vero che nessuno è perfetto e le cantonate sono dietro l’angolo quando meno ce lo si aspetti, ma lui ha proprio fatto la vaccata dell’anno. Ha passato l’estate a illudere sé stesso di stare insieme a Faccia di Marmo, o Swiffer, cioè colei che per gli altri è nota come Taylor Swift (e per la cronaca non la potevo vedere già da molto prima). Per fare una citazione colta è come se si fosse messo con Regina George (se non sapete chi è vi mando a guardare Mean Girls per direttissima) La cosa divertente è che nessuno ci ha creduto tranne loro, dando vita così alla barzelletta dell’anno e ora si trova simbolicamente nel dimenticatoio occupato a strisciare un po’ sulla via della dignità.
*qui non metto il contributo fotografico perché sto ancora cercando di dimenticare*

Parlando d’altro…

Black Sails Key Art Shoot 2015
ci sono io che ho un tempismo orrendo e sono riuscita a iniziare e a fissarmi in ritardo rispetto al resto del mondo con due telefilm, cioè Black Sails e Penny Dreadful, giusto in tempo per vedermeli troncare proprio sul più bello.
Almeno Black Sails lo vedrò concludere questo mese, ma come mi risolvete tutto in una sola stagione?? eh?? Io ho bisogno di Flint e Silver!.

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In realtà seguivo anche Marco Polo e il 2016 mi ha insegnato che ANCHE NETFLIX PUO’ CANCELLARE UN TELEFILM. Non c’è speranza, mai. MAI.
Peccato perché era davvero fatto bene ed è finito con un cliffhanger orrendo.

Tanto per riallacciarmi al discorso di Penny Dreadful, ho deciso che, nel caso in cui dovessero mai fare un altro film su Dracula, io accetterei solo Christian Camargo come eventuale opzione plausibile nelle vesti di principe delle tenebre perché Dracula non mi creava danni neurologici simili dai tempi di Gary Oldman.

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che poi il trauma vero è stato scoprire che non era altro che il fratello psycho di Dexter… DAI, E’ UN’ALTRA PERSONA!

Dopo tanto tempo sono riuscita a vedere, più o meno da vicino, Nicolas Winding Refn perché per una volta è stato invitato anche a Milano (invece che solo a Roma o Torino).
Anche di questa cosa ho già parlato tempo fa, ma andava ricordata perché serve a far sembrare il 2016 un anno semi decente.

L’altro colpaccio della vita invece risale a ottobre quando sono riuscita a intrufolarmi alla conferenza stampa del tour dei Depeche Mode a Milano. Quello è stato davvero un momento “più culo che anima” perché è andato a compensare tutte le sfighe del 2016. Disclaimer per il ragazzo della sicurezza all’entrata: grazie che ci hai fatti entrare, sappi che chiunque tu sia ti si vuole ancora tanto bene.
Ovviamente ora affronterò il 2017 in funzione del concerto a San Siro di giugno con l’ansia di chi non sa manco come suona il disco nuovo.

Poi ci sarebbe da fare una parentesi sportiva perché mi sono divertita tra tedeschi e affini e c’è stata una dose di what the fuck massiccia durante gli europei in Francia tra nazionale Islandese del corazon e quella piaga del Portogallo che creava sonnolenza ogni volta che giocava, ma divaghiamo troppo.

Invece cinematograficamente parlando (perché è questo il motivo principale per cui sono qui) devo dire che è stato un anno interessante: l’Italia ha prodotto gioiellini autentici di cui ho parlato ampiamente in passato e poi anche sotto un punto di vista internazionale c’è stata roba degna di nota con altrettante delusioni. 
Ho visto all’incirca una cinquantina di film in tutto e alcuni di quelli a cui tenevo di più non sono usciti quindi mi dispiace. Mi sembra mi manchi qualcosa, non sono totalmente soddisfatta, ma magari nel 2017 andrà meglio.
Intanto ho tentato di fare una classifica della roba che mi è piaciuta di più durante tutto il 2016 e che quantomeno merita di essere salvata o guardata.
Sono una persona negata a fare classifiche e il mio metro di giudizio fa veramente schifo, quindi non litigatemi nei commenti per piacere, ho fatto il possibile.
Ci sono delle special mentions oltre il decimo posto proprio perché sono incapace di scegliere e perché mi sembrano a loro modo dei film degni di nota sebbene molto diversi tra di loro, alcuni leggeri mentre altri molto meno.

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1. The Neon Demon
2. Nocturnal Animals
3. Rogue One
4. Lo Chiamavano Jeeg Robot

5. A War

6. Veloce Come Il Vento

7. E’ Solo La Fine Del Mondo

8. Demolition
9. The VVitch
10. Steve Jobs

special mentions:
* Non Essere Cattivo
* El Club
* Desierto
* Lui è Tornato
* La Grande Scommessa
* Macbeth
* Sing Street

Con la speranza che sia un 2017 decente anche per voi e, almeno per quanto mi riguarda, senza propositi perché tanto poi si sa che non si avverano, innanzitutto vi ringrazio per seguire questo blog, ringrazio chi c’era già e chi è arrivato solo di recente.
Spero di scrivere un po’ più spesso visto che l’anno scorso sono caduta in preda a non so quale vuoto cosmico e, per ora, vi saluto.

Il mantra per l’anno nuovo è sempre quello…
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“We slip and slide as we fall in love and I just can’t seem to get enough of…”

Ovvero, com’era quella frase? …potete togliere i Depeche Mode alla Blackgrrrl, ma non potete togliere la Blackgrrrl ai Depeche Mode, ed a maggior ragione se sono vicino a casa sua.
Faccio un’altra piccola deviazione dal tema principale del mio blog parlando di musica però in questo momento sono una fan felice ed allo stesso tempo in preda alla paranoia perché se finisce come con i Coldplay con i biglietti stacco la testa a qualcuno in modo simbolico.

Ma questa mattina sarebbe stata da incorniciare

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Se il nuovo album è come sembra promette benissimo e mi sono sembrati tutti e tre alquanto di buon umore, il che è bene.
Se penso che il concerto è l’estate prossima e che c’è ancora praticamente un anno di mezzo mi viene da piangere, però l’attesa del disco nuovo ci aiuterà a distrarci a dovere.