Halloween’s approaching and so is spooky stuff – ovvero qualche film a tema

Poche storie, sarò anche nata nel bel mezzo dell’estate, ma questo non mi obbliga certo ad amare quella stagione dove la mia occupazione principale consiste nel pensare a come perdere meno liquidi corporei possibili. La mia stagione preferita è questa, l’autunno, e in particolare il mese di ottobre.
Se per ipotesi qualcuno mi chiedesse in quale universo parallelo o cinematografico mi piacerebbe vivere io risponderei, a mani basse, a Sleepy Hollow
Quest’anno il mio animo cinefilo ha avuto un sussulto di gioia in più anche se con un po’ di cautela.
Ho un problema di fondo con gli horror, ma non perché non mi piacciano, anzi, ho pochi punti deboli riguardo al genere, ma tutto il resto è noia (e non lo dico per snobismo). Sarà forse perché è un genere che è stato ampiamente saccheggiato dell’enfasi in fase promozionale da troppi anni ormai, e poi penso sia una cosa davvero soggettiva. Per secondo, ho trust issues riguardo i film d vampiri, fantasmi e bestie strane che brillano, ma non voglio divagare.

Sotto il periodo di Halloween tutto ciò che è gore diventa magicamente più bello, ma se c’è anche del gotico in ballo è anche meglio, ed è esattamente quello che mi aspetto di trovare al cinema nel prossimo film di Guillermo Del Toro, Crimson Peak, il cui spot televisivo sta passando prepotentemente più volte al giorno negli spazi pubblicitari delle maggiori emittenti, rendendomi tanto felice, ma anche iperattiva.
Guillermo, in prima persona, ha specificato più volte che Crimson Peak non è un horror, ma un gothic romance e sono molto curiosa perché date le premesse mi sto fomentando pericolosamente a scatola chiusa anche perché sta giocando sporco sotto diversi punti di vista a sto giro. Sinceramente ho anche un po’ paura di rimanere delusa.

Comunque sia questa update rompe un po’ la routine delle recensioni, è un esperimento. Diciamo che mi aiuta ad ammazzare l’attesa perché vorrebbe essere a suo modo una specie di “consiglio per gli acquisti” o “per un rewatch” di genere per prepararsi o per sopravvivere alla crisi d’astinenza post Crimson Peak, o meglio io ci provo.
In realtà questo post ha una sorta di fratello, sotto forma di video, non realizzato da me (perché sono incapace e socially awkward e non so quanta voglia abbiate di sentire una serie infinita di “UHM”, “EHM”, “PRATICAMENTE”, “CIOE’ INSOMMA”, come si suol dire… thank me later), ma da una mia amica divoratrice di libri e se cliccate QUI trovate il link diretto al suo video dove è molto più brava di me a spiegare da dove deriva il genere gotico e le sue diramazioni nel corso del tempo. Io provo lo stesso a spendere due o tre parole in merito perché comunque non siamo qui a far ballare la scimmia.

Il genere gotico nella letteratura è a suo modo definibile come una sorta di genere di “rottura”, è qualcosa di totalmente diverso da quello che esisteva già. Nasce nella seconda metà del settecento in Inghilterra e ha uno strettissimo legame con l’architettura medievale. Il termine “Gotico” deriva da “Goti” ovvero la tribù germanica, quindi assumendo una connotazione dispregiativa, vicinissima al senso di selvaggio o barbarico, anche per via della natura spesso brutale delle azioni che contraddistinguono le vicende narrate.
Le ambientazioni dei romanzi si allontanano quindi dalla società borghese di fine settecento per dare spazio a posti lugubri, castelli medievali o ambienti religiosi.
Ambienti religiosi perché? Perché in generale il gotico nasce nell’ambiente anglosassone dove è in vigore il protestantesimo, e questi romanzi trovano ambientazione prevalentemente in paesi cattolici come ad esempio Francia o Italia, come provocazione al cattolicesimo.
Un elemento che si fa prepotentemente strada in questo genere è senz’altro il sovrannaturale e uno dei personaggi che appare molto spesso nel romanzo gotico è la figura della vergine perseguitata, la cosiddetta “damsel in distress” bellissima e giovane. Inoltre tra i suoi “personaggi tipo” possiamo trovare anche anime tormentate che sono spesso vittime di pene d’amore, afflitte da drammi insormontabili, persone molto misteriose e ambigue e scenari dell’orrore con cadaveri, cimiteri, rumori molesti, scene di violenza feroce o possessione demoniaca.
Nell’ottocento, il romanticismo ha influenzato il genere e questo ha così assunto nuovi aspetti. Il Romanzo gotico subisce poi l’influenza delle scoperte scientifiche e filosofiche della fine del secolo ed è più incentrato sull’aspetto psicologico, le nevrosi dell’uomo moderno e di come esso viene influenzato dalla società stessa dando così luogo a scenari inattesi e pericolosi.
Lo so, non è il massimo come spiegazione, ma era per fare un quadro generale senza dilungarmi troppo o inerpicarmi in discorsi contorti fino al rischio di sparare autentiche boiate.
Il cinema ha prodotto una lista infinita di opere dell’orrore sin dai primi decenni del novecento e ancora oggi l’argomento è fonte di guadagno nel bene e nel male. Visto che ora parliamo del gotico, in particolare, si può dire che spesso non vengono rispettati proprio tutti gli aspetti canonici presentati dal genere letterario, ma viene invece fatto perno su alcuni elementi precisi come da rimando.

Se siete arrivati fino in fondo senza spararvi una flebo di prozac lo ritengo già un successo e vi ringrazio.

Qui trovate una serie di film per creare un po’ di atmosfera (in nessun ordine di preferenza, non mi odio così tanto) e fondamentalmente farsi ammazzare dall’angst ed esserne felici. Alcuni di loro non saranno proprio attinenti sotto tutti i punti di vista, ma meritano una chance:

From Hell (2001)
Siamo nel 1888 a Whitechapel, ovvero nella Londra di Jack lo Squartatore e insieme all’ispettore Frederick Abberline, qui interpretato da Johnny Depp, che indaga sulla morte sospetta di una serie di prostitute destreggiandosi tra massoneria e viaggi onirici a base di oppiacei, tentando di arrivare alla verità dietro ad uno dei più grandi misteri criminali degli ultimi 150 anni. Il film che è tratto dalla graphic novel omonima di Alan Moore ci mostra una Londra cupa e prevalentemente notturna dalle tinte calde. Forse non risolverà enigmi, ma resta un buon prodotto di intrattenimento.

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The Raven (2012)
Ci spostiamo dall’Inghilterra verso le colonie occidentali, più precisamente a Baltimora nel 1849 dove la polizia (il nome del poliziotto non lo ricordo ma in caso vi interessasse era interpretato da Luke Evans) scopre un crimine eseguito in maniera sospetta e molto simile alla descrizione in una serie di racconti ad opera dello scrittore Edgar Allan Poe (qui interpretato da John Cusack) pubblicati su un giornale. Una volta iniziate le indagini sullo scrittore si verifica un altro delitto ispirato ai suoi racconti e l’enigma si infittisce.
Personalmente desideravo da anni un film su Poe e avevo anche un fantacast in mente, anche perché è colpa del soggetto in questione che mi mette le cose sul piatto d’argento, e insomma dopo ditemi se una non dovrebbe fare due più due… Michael Sheen non ce lo vedreste? eddai, s’era anche fatto una foto… rende… cioè bravo è bravo, sento sarebbe anche felice di farlo. In ogni caso The Raven trae ispirazione da “Il Corvo e altre poesie” e ha anche elementi presi da racconti brevi.

Bram Stoker’s Dracula (1992)
Potrei anche evitare di pronunciarmi su questo film perché mi chiedo chi di voi non l’abbia visto, ma c’è sempre un ottimo motivo per riguardarlo. La storia del principe delle tenebre trasposta sul grande schermo da Francis Ford Coppola resta uno dei miei film preferiti di sempre, con una sceneggiatura che ricalca in parte la struttura epistolare del romanzo dell’irlandese Stoker. Qui abbiamo a che fare con una delle più belle storie d’amore della storia del cinema che sfida le frontiere del tempo e del sovrannaturale.

Mary Shelley’s Frankenstein (1994)
Il celebre romanzo di Mary Shelley trova forma nella pellicola di Kenneth Branagh con un Robert De Niro immenso nella parte della creatura assemblata dallo studente di medicina Victor Frankenstein. L’inquietudine legata al progresso e al susseguirsi di scoperte in campo scientifico ottocentesche trovano voce in quest’opera e il film, con una scenografia caratterizzata prima da atmosfere barocche e poi da toni cupi con un che di tragico è un buonissimo prodotto per passare due ore.

The Woman in Black (2012)
Chi ad Halloween vorrebbe dire di no a una storia di fantasmi? Anni fa ho fatto un errore di valutazione, e mi spiace, ma almeno me ne sono accorta. E’ terribile pensare alla mole di robaccia horror o pseudo tale prodotta negli ultimi anni e venduta come FILM SHOCK DELL’ANNO. No gente, non ci siamo. Per fortuna c’è ancora qualcuno che produce cose carine a questo mondo. Nonostante mi sembri tutt’ora paradossale immaginare Daniel Radcliffe con prole (si il suo personaggio ha un bambino) abbiamo un buon prodotto cinematografico dai toni cupissimi e con i colpi di scena ad effetto messi nel posto giusto e senza strafare.

The Wolfman (2010)
Con questo remake (l’originale risale al 1941) la leggenda del licantropo viene ripresa e inscenata ad opera di Joe Johnston con Benicio del Toro nella parte del protagonista. Se siete fan delle ambientazioni spettrali Wolfman è ciò che fa per voi. In realtà la figura del licantropo è stata affrontata più volte al cinema che altrove, ma allo stesso tempo abbiamo poche informazioni sulle sue origini. Nonostante tutto, questo film trova un suo spazio nel genere più che altro per il periodo socioculturale in cui è collocato e per l’ambientazione. Merita senz’altro una menzione particolare la cura nei dettagli per il grandissimo lavoro di make up artigianale di altissimo livello ad opera di Rick Baker che a suo tempo gli è valsa una meritatissima statuetta agli oscar.

Sweeney Todd (2007)
Se si parla di uomini dall’animo tormentato non si può fare a meno di citare Sweeney Todd di Tim Burton, con un Johnny Depp dallo sguardo vitreo determinatissimo a vendicare la sua famiglia e riabbracciare sua figlia. Il film, che trae più ispirazione dall’omonimo musical di Stephen Sondheim che dal manoscritto per mano di un autore anonimo, è uno dei punti più alti del cinema di Tim Burton e un mix perfetto di humor nero e grand guignol. Impossibile rinunciare a una visione in questo periodo dell’anno.

Il Mistero di Sleepy Hollow (1999)
L’ho citato prima, non potevo non inserirlo in questa lista. La storia del cavaliere senza testa è un classico, se poi la messa in scena ha la firma d’autore tanto meglio. La “damsel in distress” di turno qui la fa Johnny Depp nei panni di un adorabile Ichabod Crane un po’ impacciato e pervaso dagli ideali dell’illuminismo, determinato ad applicare il metodo scientifico alle sue indagini. Il contrasto cromatico tra grigiore, paesaggio autunnale e sangue color rosso scarlatto à la Dario Argento danno un ulteriore tocco di classe alla pellicola.


Il Fantasma dell’Opera (2005)
Già celebre musical firmato Andrew Lloyd Webber, tra le mani di Joel Schumacher, mantenuta la struttura generale, trova una sua forma cinematografica. La storia di Christine Daaé, giovanissima cantante dell’Opera di Parigi, e del triangolo amoroso che la vede al centro della contesa tra due uomini: uno, Raul, il quale rappresenta la stabilità famigliare, una vita normale e la ragione e l’altro, Erik, costretto a vivere nei sotterranei, che rappresenta le passioni, la musica e l’arte stessa. Un film dove se non si piange si canta, o si canta piangendo. In ogni caso si soffre, tanto, ma è anche questo il bello.

Dracula (1931)
Si lo so ci ho già messo il Dracula di Coppola, ma vi giuro che il Dracula di Tod Browning con Bela Lugosi protagonista resta un documento importante e degno di menzione nonostante ormai tutti quanti siamo abituati a ben altri effetti speciali. La Hammer ha prodotto cose fantastiche in bianco e nero e tra questo film e Frankenstein con Boris Karloff abbiamo a che fare con due singolari esempi di recitazione capaci di destabilizzare ancora oggi. Quindi il film di Browning sarà anche della durata di un’oretta scannata, ma efficace.

Wuthering Heights (1992)
Tratto dall’omonimo romanzo delle sorelle Brönte, ha avuto svariate trasposizioni, tra cui anche versioni televisive, ma in questo film troviamo Ralph Fiennes nei panni di Heathcliff e Juliette Binoche nelle vesti di Catherine. Un film che devo ammettere, non vedo da due secoli e mezzo (a riprova che questa lista fa anche al caso mio) e che merita un po’ di attenzione, quindi non mi dilungherò troppo per evitare di dire fesserie.

Jane Eyre (2011)
Sì avete letto bene, 2011. Non parlerò del film di Zeffirelli del 96 con Charlotte Gainsbourg per un motivo particolare, non sono mai riuscita a vederlo intero, ma recupererò! Mi sembra una cosa lasciata a metà, soprattutto perché conosco un macello di persone che dicono che meriti di più di questo del 2011 diretto da Cary Fukunaga, quindi se fate parte di questa schiera di persone non odiatemi, ho messo le mani avanti. Ciò nonostante il titolo merita di stare in questa lista quindi vi consiglio di guardare questa versione più recente con Mia Wasikowska nella parte di Jane e Michael Fassbender come Mr. Rochester. In ogni caso questo consiglio prendetelo come un banale “guardate Jane Eyre, quello che più vi ispira” così facciamo felici tutti.

Intervista col Vampiro (1994)
Last but not least, non potevo dimenticarmi di lui. Il primo capitolo delle cronache dei vampiri di Anne Rice si colloca a suo modo nel genere. Il racconto di una vita lunga circa 200 anni intriso dolore e rimorsi con una serie di disavventure tra il nuovo e il vecchio continente intrapresi da un trio vampiresco singolare e tra l’altro, secondo me, una tra prove attoriali più convincenti di Tom Cruise.

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