“Que viva latinamerica!”

Ieri mi sono presa una pausa, necessaria, volevo scrivere l’articolo postumo alla cerimonia degli oscar di domenica notte, ma rischiava di non avere davvero né capo né coda, cosa che temo accadrà anche ora, ma non potrà mai raggiungere i livelli di nonsense che rischiava di toccare ieri. Mi scuso in anticipo.
Ero schiacciata da un mix di felicità-sonno-rabbia-nichilismo-bisogno disperato di svagarsi anche perché l’esito delle elezioni l’abbiamo visto tutti.
MA NON VOGLIO PARLARE DI QUESTO, quindi il mio post avrà volutamente un tono leggero e pervaso dal più becero eye candy perché domenica 4 marzo oltre a seguire la premiazione che non mi perdo mai stavo semplicemente cercando di non pensare a quella pervadente e inevitabile sensazione di morte e distruzione suscitata dagli exit poll e il mio twitter (no, non solo il mio) era inondato di più commenti da osteria del solito.

La serata è stata condotta anche questa volta da Jimmy Kimmel e la cosa non mi è dispiaciuta, si è svolta senza intoppi, ma l’ho trovata un po’ sotto tono anche se ho apprezzato la trovata dell’anno di invogliare i vincitori a fare dei discorsi di ringraziamento brevi: la messa in palio di un jet ski con Helen Mirren valletta stile televendita.
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Ma poi ha vinto qualcuno? non sono aggiornata, ditemi!

Comunque, della cerimonia di quest’anno tranne per un punto (cioè la a parer mio inspiegabile vittoria di Get Out come BEST ORIGINAL SCREENPLAY invece che di quella del mio personal fav irlandese Martin McDonagh per 3 Billboards outside Ebbing, Missouri) posso ritenermi la persona più felice del mondo perché non ricordo tanta fortuna nei miei pronostici da praticamente MAI.
Davvero, non ho nulla da dire, è surreale.
Ci si sente davvero realizzati, è una sensazione che chiunque dovrebbe provare una volta nella vita, probabilmente fa anche bene alla pelle (non lo so, se è vero è la svolta).

L’anno prossimo come minimo mi incazzerò come una vipera, ma potrei ritenerlo una inevitabile conseguenza legata al karma.

ma dicevamo…

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Hanno vinto Gary Oldman, Allison Janney, Sam Rockwell e Frances McDormand e non ho dovuto sacrificare bambini o vacche sacre perché accadesse.
E’ davvero stupendo.
Ognuno di loro portava un ruolo singolare e sono davvero contenta.
Nello specifico Sam Rockwell e Gary Oldman aspettavo di vederli premiati da tempi immemori, quindi adesso posso portare avanti altre campagne propagandistiche personali.
Capito Michael Fassbender, Joaquin Phoenix, Robert Downey jr? c’è speranza anche per voi.

Ha vinto Guillermo del Toro per la regia e pure il film The Shape of Water.
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E giustamente visto quello che è successo lo scorso anno ha pensato di controllare fosse la busta giusta. Cioè, adesso, biasimiamolo… CHI NON LO AVREBBE FATTO?last-year039s-039envelope-gate039-leads-to-design-change-at-oscars-2018

Quest’anno era presente parte del cast di Star Wars: The Last Jedi che è salito sul palco a presentare e c’era Oscar Isaac che a un certo punto ha pensato fosse una buona idea fare i grattini a BB8 in diretta mondiale.
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Ha vinto Coco e Mark Hamill ci ha tenuto a ricordare la gaffe del secolo dandomi modo di urlare cose veramente stupide come “ODDIO OSCAR CHE DICE AND THE OSCAR GOES TO…” (lo so, ammazza che ridere, era una serata difficile)
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In tal proposito vorrei procedere mostrando cosa stava succedendo intorno alle 4 di mattina mentre io combattevo il sonno perché è necessario.

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no, fate con comodo

28428953_2035409563401184_6119293764948197376_nDannati latinoamericani non avete chiaramente rispetto per la povera gente sensibile che soffre dall’altra parte del globo.

Academy, tra l’altro non è stata nemmeno una grande idea far salire Gael Garcia Bernal sul palco a cantare Remember Me, sleep deprived per sempre.
FEDERICO RAMOS, GAEL GARCIA BERNAL
Sempre per la parentesi latino america, si è aggiudicata anche il premio per il Miglior Film Straniero con A Fantastic Woman. Sì facevo piu il tifo per la Svezia ma sono davvero contenta abbia vinto il Cile. Tra i produttori ci sono i fratelli Larraìn e quindi va bene così anche se l’anno scorso avrei preferito vedere Pablo Larraìn candidato a qualche statuetta per Jackie oltre alla sola Natalie Portman o per Neruda perché davvero meritavano di più.
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L’anno scorso hanno portato turisti in sala (veri o no, non lo sapremo mai) e una coppia è stata sposata da Denzel Washington, quest’anno lo show è andato dal pubblico in un cinema vicino al sony theater.
Ora voglio anch’io Margot Robbie, Lupita Nyong’o e Mark Hamill e altri che mi portano cibo spazzatura e le caramelle in sala
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C’è stato pure il momento IN MEMORIAM sempre tristissimo come è giusto che sia, ma questa volta accompagnato dalle note di Eddie Vedder. Non sapevo ci fosse, non ne avevo idea ed è stato solo l’ennesima sorpresa.

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Insomma, alla fine non posso che essere soddisfatta e se qualcosa non è andato non ne ho davvero idea, non avevo tempo di notarlo perché ero fin troppo distratta.

Speriamo la prossima edizione non mi deluda perché questa era di un livello davvero altissimo in quanto a film in gara e attori.
Quindi concluderò il post con la cosa più importante che mi aiuterà a tirare avanti per i successivi 364 giorni

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90th Academy Awards - Oscars Show – Hollywood

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90th Academy Awards - Show, Los Angeles, USA - 04 Mar 2018

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in zona cesarini

Avevo in programma di scrivere questo post ieri ma poi tra una cosa e l’altra mi sono ridotta a questa sera.
Sono comunque in tempo anche se in una versione un po’ più contenuta rispetto alla manfrina dell’anno scorso.

Come tradizione vuole ho cercato di recuperare più film possibili per questa awards season e sono tutto sommato soddisfatta di me stessa. Non voglio sollevare polemiche ma, scandalo Weinstein a parte (che condanno, sia chiaro), sono un po’ infastidita dalle decisioni prese da chi di dovere. Non lo so… mi sembrano scelte un po’ troppo influenzate dall’esterno, ma d’altronde quest’anno funziona così e non mi esprimerò.

Ma procediamo con i miei pronostici misti a tifo spassionato che il tempo stringe

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BEST PICTURE
Vincerà: 3 Billboards outside Ebbing, Missouri
Vorrei vincesse: 3 Billboards outside Ebbing, Missouri o in alternativa The Shape Of Water

In realtà il livello è altissimo quest’anno, è stato davvero difficile scegliere ma c’è anche da dire che sono partita subito col piede “sbagliato” nel senso che il film di Martin McDonagh, per cui tifavo già a scatola chiusa quando è stato presentato al festival di Venezia, è stato uno dei primi che ho visto del mio recuperone annuale e quindi, insieme a I,Tonya (che non è stato nominato e lo ritengo uno scandalo) mi sono dovuta sforzare di trovare qualcosa di bello bello in modo assurdo anche negli altri candidati alla statuetta. Per fortuna ci ha pensato Guillermo del Toro e un po’ anche Paul Thomas Anderson (anche Christopher Nolan, per dio) ma aiuto.. le scelte orribili da fare.


BEST LEADING ACTOR

Vincerà:
Gary Oldman (c’è l’incognita Daniel Day Lewis che mi alita sul collo)
Vorrei vincesse: Gary Oldman

piccolo rant necessario quindi vi beccate il capslock: DEVE VINCERE GARY OLDMAN, E’ UNA COSA CHE ASPETTO SUCCEDA DA SECOLI E MI HANNO GIA’ TOLTO LA GIOIA DI VEDERLO SUL PALCO CON LA STATUETTA AI TEMPI DI TINKER TAILOR SOLDIER SPY CHE PER INCISO E’ STATA L’UNICA VOLTA IN CUI E’ STATO NOMINATO E MI PARE GIA’ SUFFICIENTEMENTE UNO SCANDALO COSI’.

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non è vero, sono di più

Daniel, ho capito che ti ritiri e mi dispiace, veramente, ma stay in your lane che ne hai già tre.
Timothy Chalamet, non ti odio, il mio problema sono le tue fan quindi anche tu fai il favore stay in your lane.

BEST LEADING ACTRESS
Vincerà: Frances McDormand
Vorrei Vincesse: Margot Robbie

In realtà in questa categoria come cadi cadi in piedi. Faccio io per prima il tifo per Frances McDormand perché è stata a dir poco meravigliosa in 3 Billboards e spero vinca davvero, ma non posso esimermi dal fare il tifo spudorato per Margot Robbie perché se è vero che già di suo io la trovi un’attrice con tanto da dire, in I,Tonya è stata davvero spettacolare e sarei davvero felice di vederla vincere.
Anche Saoirse Ronan mi è piaciuta proprio perché è riuscita a farmi detestare il suo personaggio in Lady Bird ma ecco, non sarei contenta allo stesso modo.
Vedremo che cosa accadrà.

BEST SUPPORTING ACTOR
Vincerà:
Sam Rockwell
Vorrei vincesse:
Sam Rockwell

Non accetto altre opzioni.
Il sogno perverso è vederlo salire sul palco zompettante, così, COME E’ GIUSTO CHE SIA
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BEST SUPPORTING ACTRESS

Vincerà: Allison Janney
Vorrei vincesse: Allison Janney

Idem come sopra.
No vabbè, eventualmente mi andrebbe bene anche Lesley Manville, glaciale e lapidaria in Phantom Thread.

BEST DIRECTOR
Vincerà: Greta Gerwig
Vorrei vincesse:
Guillermo del Toro

Deve vincere Guillermo del Toro, tassativo, come alternativa accetto solo Christopher Nolan.

BEST ANIMATED FEATURE
Vincerà: Coco
Vorrei vincesse: Coco

Ne ho visti solo due di questa categoria, uno è Coco e l’altro è The Boss Baby, ma Coco mi ha seccato i condotti lacrimali e quindi deve vincere.

BEST ADAPTED SCREENPLAY
Vincerà: James Ivory per Call Me By Your Name
Vorrei vincesse: Scott Frank, James Mangold and Michael Green per Logan

Darei il premio a Logan solo per il fatto che dopo tanti tentativi fallimentari finalmente sono riusciti a scrivere un film su Wolverine come cristo comanda, ma mi preparo a tirare giu il calendario con i santi. One can dream.

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
Vincerà: Martin McDonagh
Vorrei vincesse: Martin McDonagh

Con la fortuna che ho, come minimo vincerà Greta Gerwig. In alternativa accetto solo Guillermo del Toro.

BEST CINEMATOGRAPHY
Vincerà: Blade Runner 2049
Vorrei vincesse: Darkest Hour

Premesso che Blade Runner 2049 non l’ho ancora visto e con gli altri film nominati ho seri problemi a scegliere perché secondo me meriterebbero tutti, vado con Darkest Hour perché alcune scene sembravano uscite da una galleria d’arte.

BEST FOREIGN FILM
Vincerà: non ne ho idea perché non saprei come scegliere
Vorrei vincesse: The Square

Questa è la mia categoria preferita perché nasconde sempre perle nascoste, ma spesso mi capita di trascurarla perché non faccio in tempo a recuperare tutto il resto o semplicemente non ho modo di recuperare i film. Quest’anno ne ho visti due: The Square e A Fantastic Woman e li ho amati entrambi nella loro diversità. A Fantastic Woman mi ha straziata, mentre invece The Square mi ha angosciata ma anche divertita e soprattutto mi ha fatta riflettere molto. Trovo che sia un ottimo film europeo e soprattutto ben piantato nella realtà odierna quindi sì, mi piacerebbe molto vincesse.
Non mi pronuncio sugli altri premi tecnici, ma questo è quanto. Vedremo che succederà e quanto resisterò sveglia, come al solito.

Faye Dunaway e Warren Beatty fatece sognà

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“and the winner is… eh… no, you do this”

2018 puoi solo stupirmi

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Per la legge universale del chi non muore si rivede, sono tornata a scrivere. Chi non muore, nel vero senso della parola, visto e considerato che sto resuscitando lentamente dall’influenza. Quest’anno le cosiddette feste comandate le ho passate imbottita di medicinali e ho fatto in tempo giusto giusto a vedere i parenti il 25 dicembre, tutto il resto è riassumibile con intrugli homemade a base di radice di zenzero, limone e miele, paracetamolo, aerosol, vicks e sciroppo per la tosse (cioè la tosse non mi viene mai, capite? e se mi viene mi resta un’eternità).

Diciamo che sono contenta che il 2017 sia finito, anche perché oltre ai germi influenzali a parte due o tre cose veramente positive non posso certo dire sia stato particolarmente di impatto e da tramandare ai posteri.

Per quanto riguarda il blog, mi faccio abbastanza schifo, ho bozze iniziate e abbandonate da maggio ma cause di forza maggiore mi hanno tenuta lontana dal mio passatempo. Mi è spiaciuto ma non potevo fare molto, spero quest’anno di essere un po’ più produttiva perché mi manca.

Inoltre oggi è già il 7 gennaio e sono in ritardo con la mia top 12 del 2017 (perché a noi le cose semplici non piacciono e non riusciamo a farle) quindi ora procederò.

Il mio 2017 cinematografico è stato apatico e costellato dalla sfiga. Sono andata al cinema e altre pellicole le ho recuperate per vie traverse, ma mi sono persa diverse cose che invece han visto tutti e che mi hanno fatta sentire esclusa dagli scontri sui social (scherzo, sono meno dispiaciuta della cosa di quanto si possa pensare) molte delle quali perse per il semplice fatto che le case di distribuzione hanno pensato di farle uscire quasi tutte nel momento più sbagliato di sempre, dove io non mi sono potuta muovere più di tanto, quindi vi batterò sul tempo togliendovi da questo impaccio, ed evitandovi così una serie di domande esistenziali, dicendovi fin da subito che:

  • non ho visto il nuovo Blade Runner
  • non ho visto Spider Man
  • non ho visto IT
  • non ho visto Mother!
  • non ho visto Wonder Woman
  • non ho visto Justice League

così ci leviamo il pensiero.

Passerò quindi a elencare i film che ho adorato nel 2017 con una breve didascalia.

BEST OF 2017

1. Logan
Credo sia IL FILM del 2017 anche solo per il fatto che sono finalmente riusciti a fare un film con cognizione di causa su Wolverine, ma in realtà è molto di più. E’ la fine di un’epoca a livello personale, quindi mi spiace ma NUMERO UNO.

2. Dunkirk
Christopher Nolan torna a giocare con lo spazio e il tempo e tranne un piccolo neo che mi porto dietro dalla seconda visione questo film è un ulteriore passo avanti nella sua cinematografia. Ansia a pallettoni.

3. Star Wars: The Last Jedi
Un film che personalmente ho adorato per il coraggio di rischiare e che mi ha fatto capire ulteriormente quanto io non abbia mai avuto niente da spartire con una porzione del fandom di Star Wars e va bene così.

4. Paterson
Una delle prime pellicole viste nel 2017 a cui ho pensato diverse volte durante l’anno. Davvero bellissimo

5. Suburbicon
Ho sentito molte critiche mosse a questo film e deduco non sia stato amato da tutti ma un dato di fatto è che sia una pellicola necessaria. Mi sono divertita tantissimo ma mi ha lasciato addosso anche una buona dose di angoscia di fondo. Preferisco George Clooney regista dall’attore.

6. The Killing of a Sacred Deer
Come per The Lobster, The killing of a sacred deer è un film a troppo assurdo per funzionare ma alla fine il suo lavoro lo fa, ero davvero assorbita dalla visione e c’è poco da fare, Yorgos Lanthimos, sa farti prendere a male. Barry Keoghan merita premi.

7. Neruda
Film che mi aveva incuriosita tantissimo da molti mesi prima e che si è rivelato un gioiellino per la sua messa in scena. Avevo già visto alcuni anni fa NO: I giorni dell’Arcobaleno, ma credo che il 2017 sia stato l’anno in cui ho esplorato un po’ di più la filmografia di Larraìn (anche se mi mancano un paio di titoli da vedere).

8. England is Mine
Ne parlerò meglio in un altro post, ma questo film è stato la sorpresa del 2017 per tanti motivi. E’ un film su Morrissey, ma allo stesso tempo non lo è per niente e forse è proprio questa la cosa che me l’ha fatto piacere cosi tanto. Recuperare.

9. Hidden Figures
L’avevo adorato durante la scorsa awards season e che ancora adesso mi ritrovo a consigliare alla gente. Pianti a volontà. Doveva stare nella lista.

10. Ammore e Malavita
Chi mi conosce sa quanto io adori l’Ispettore Coliandro quindi probabilmente non si stupirà granché a vedere questo titolo, ma se non l’avete visto dovete recuperarlo. I Manetti Bros hanno fatto un musical ambientato a Napoli, in ogni caso basti sapere che ero piegata dal ridere.

11. The Beguiled
Sofia Coppola ha fatto un ghost movie senza essere un ghost movie. L’originale nono l’ho mai visto ma recupererò.

12. I, Tonya
I cheated, ma non potevo più aspettare. Lo chiamerò semplicemente il search and destroy del pattinaggio artistico. Politically Incorrect da morire, Margot Robbie è meravigliosa e deve vincere tutto, ma anche il resto del cast è spettacolare. Esigo una copia della colonna sonora.

E’ stato difficilissimo scegliere, ma che dico, è sempre difficilissimo scegliere. Se fosse stato facile la mia sarebbe una top 10 come quella di tanta gente normale. Basti sapere che già così mi sento una persona orribile, senza contare il fatto che sono giorni e giorni che ci rifletto su, ma bisogna darsi un limite.

Questa lista rappresenta quello che consiglio e che rivedrei più che volentieri.

Ho pensato di fare una cosa in più, aggiungere due mini liste collaterali che ho deciso di chiamare:

PENSAVO PEGGIO E INVECE

Song To Song
Contando gli anni di gestazione ero davvero preoccupata, alla fine capito il meccanismo lo si apprezza per quello che è: un film che si svela allo spettatore come un album musicale.

Pirates of the Caribbean: La Vendetta di Salazar
L’avevo visto per la scienza, non volevo vederlo veramente anche perché il precedente non lo ricordo e non mi manca. Questo alla fine è stato carino però la smettiamo, dai su.

T2: Trainspotting
Mi ero già espressa a riguardo nella recensione che potete leggere qui

Hacksaw Ridge
Mi ero già espressa a riguardo nel post riguardante gli scorsi premi oscar. Come dicevo, Mel Gibson regista non mi fa strappare i capelli, ma è riuscito a fare un buon lavoro.

Thor: Ragnarök
Avevo una paura folle, alla fine sono uscita dal cinema soddisfatta.

Ghost in The Shell
L’anime giapponese non l’ho mai visto, quindi non ho “la base” per giudicare a dovere però non l’ho trovato cosi brutto come molti lo giudicavano. Anzi ho adorato gli effetti speciali e la fotografia.

FAREMO FINTA DI NIENTE

Alien: Covenant
Brutto. Scontato da morire fino alla parodia. La parte degna di nota è il confronto tra gli androidi. Perché avere un Michael Fassbender quando puoi averne due? peccato che nemmeno lui sdoppiato sia stato in grado di salvarmi il film.

The Place
Questo film mi ha fatta veramente incazzare perché era bello, mi stava prendendo veramente, poi non so cosa sia successo esattamente e non so nemmeno io cosa mi aspettassi esattamente ma il finale mi ha lasciato veramente l’amaro in bocca. Mi ha delusa. E’ come quando dopo aver fatto una fila di 20 minuti per un cono gelato al caramello salato fai per addentarlo e il primo che passa ti si butta addosso facendotelo cadere per terra. E comunque devo sempre vedere Perfetti Sconosciuti.

First Kill
Questo film l’ho aggiunto solo come monito a me stessa. Perché ogni anno succede che prima o poi mi guardo un film perché c’è un attore che non vedo da tanto tempo e mi manca e a volte va bene e a volte invece becco delle stronzate colossali. Film d’azione di infima scrittura allungato come una minestra annacquata che campa solo ed esclusivamente in funzione delle scelte sbagliate dei protagonisti. Gethin Anthony, cosa mi fai guardare. Mettiti una mano sul cuore.

Penso sia tutto per ora.

Nel frattempo vi auguro un buon 2018, e anche a me stessa, nella speranza che sia meno surreale dell’anno precedente. Spero di essere un po’ più presente qua dentro anche perché questa awards season è carica di film interessanti e che attendo impazientemente. Questa notte ci sono i Golden Globes e ho altissime aspettative, ma ne parlerò in separata sede.

Fatemi sapere nei commenti quali film avete salvato del 2017 che sono curiosa

Skipping this birthday was never an option

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Oggi è un giorno importante perché Michael Fassbender compie gli anni e raggiunge la famigerata cifra tonda. Il mio tedesco-irlandese preferito oggi compie la bellezza di 40 anni e ce n’è passata di acqua sotto i ponti anche se non sembra. Premesso che sono un po’ di parte (cosa che credo non abbia ancora notato nessuno), e che ogni tanto ci si può trasformare in spudorate fangirl senza ritegno, ho pensato di regalargli un’update sul blog (anche perché le gioie della vita le ha già Alicia Vikander e c’è poco da fare).

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Tanto tempo fa guardando quella pellicola profondamente tamarra di 300 di Zack Snyder, oltre a Gerard Butler, è stato inevitabile accorgersi di quello scappato di casa di Stelios, capellone chiaramente non totalmente in sé grazie anche a quello che chiamerò uno spiccato senso dello humor nero.
Sembra ieri che mi usciva dalla bocca un innocente “ma cosa cazzo ridi che ti piovono in testa le frecce?”

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Senza contare il gelo che mi scorre giù per la schiena, inevitabilmente, ancora adesso dopo la centordicesima visione di Inglourious Basterds alla scena de La Louisiane quando quella mente superiore di Archie Hicox (avevo ribattezzato il mio ex telefono così e un gatto in tangenziale avrebbe avuto una vita più lunga e felice, sì me la sono tirata) dopo aver messo in scena un siparietto sgangherato insieme ai compagni per giustificare il suo accento discutibile, riesce a mandare in merda un piano geniale per il semplice fatto che non puoi togliere la britishness a un infiltrato manco col piede di porco.

Se si parla di Michael Fassbender non si può non spendere due parole sul sodalizio importantissimo con il regista inglese Steve McQueen (che tanto per la cronaca spero prosegua ancora a lungo).

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Collaborazione riuscitissima e iniziata con il fare la concorrenza a Christian Bale per il premio di “attore con il dimagrimento più violento per un film” nella parte di Bobby Sands in Hunger. Definire quel film un pugno nella pancia è niente.

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La seconda incarnazione ha il nome di Brandon e il film è Shame. Fassbender interpreta un sessodipendente e la sua interpretazione al pari di quella di Carey Mulligan le trovo ogni volta più belle. A livello di pubblico in sala, purtroppo, è un film profondamente incompreso (ricordo ancora adesso scene infelici), ma con un’interpretazione che gli è valsa una coppa volpi al festival di Venezia. Devo ammettere che fare il tifo a scatola chiusa e a distanza è stato brutto, ma vogliamo mettere la felicità dell’epoca nel dire “ha vinto Fassbender!!!” e sentirti rispondere “chi???” e lui all’epoca uscito a ringraziare i fan sul red carpet dopo la premiazione.
Lo stesso ruolo gli è valso poi anche una nomination ai Golden Globes senza però relativo premio ed è stato derubato di una nomination agli Oscar dello stesso anno.

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Il terzo progetto firmato Steve McQueen risponde al titolo di 12 Anni Schiavo e vede Fassbender ricoprire il ruolo di Epps, un ruolo secondario contrariamente ai precedenti lavori. Epps è il perfido proprietario di una piantagione, fanatico religioso, che avrei picchiato in malo modo, con una predilezione per la giovane schiava Patsy, che gli vale la prima nomination agli Oscar, ma anche lì non vince nulla ed è ancora una ferita aperta sinceramente.

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Esiste un film un po’ sottovalutato chiamato FRANK, dell’irlandese Lenny Abrahamson, dove si cimenta in una performance singolare recitando per tutto il tempo con una testa di cartapesta addosso e cantando, perché se c’è una cosa che non dovrebbe fare e invece fa sto disgraziato è cantare e lo fa pure bene.

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Poi non posso non parlare di quanto io abbia festeggiato alla grande, a suo tempo in fase di casting, quando è uscita la notizia che nei prequel di X-Men per il ruolo di Magneto avevano scelto lui. Adoro Ian McKellen nella parte e il lavoro fatto da Fassbender si è sempre incastrato benissimo nel franchise contribuendo a sfaccettare ulteriormente il personaggio, soprattutto nel capitolo di Days of Future Past dove comparivano entrambi in diversi momenti storici. Oltretutto parliamo di un personaggio che fin dall’infanzia insieme a Logan, Tempesta e Nightcrawler era già all’epoca uno dei miei preferiti.

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C’è stata anche una collaborazione con David Cronenberg, anni fa, dove per l’occasione aveva vestito i panni di Carl Gustav Jung in A Dangerous Method insieme a Viggo Mortensen nella parte di Sigmund Freud. Un film, un programma già a partire dal making of.

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Ha preso parte anche al nuovo franchise di Alien di Ridley Scott dove in due film su due, per ora, ha interpretato un androide: in Prometheus si chiama David-8, un robot biondo platino subdolo, con un senso dell’umorismo un po’ caustico. Premesso che non è mai stato granché il mio genere, Prometheus so che non fa impazzire i fan, ma personalmente l’ho trovato nella media, vedremo il prossimo in uscita.
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Tra i vari progetti l’ho visto nei panni di Macbeth, nell’omonimo film di Justin Kurzel, dove insieme a Marion Cotillard ha dato una bellissima prova attoriale che non ha ricevuto i giusti onori e poi anche nei panni di Mr. Rochester nel Jane Eyre di Cary Fukunaga.

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La seconda nomination all’oscar, anche qui non vinto, è arrivata per un film che all’epoca non sapevo di volergli veder fare: sto parlando di Steve Jobs.
Teniamo presente che il film con Ashton Kutcher non l’ho visto e non posso fare un paragone, onestamente, non mi entusiasmava l’idea di un altro film sul CEO della Apple. Il film di Danny Boyle con Fassbender l’avrei visto a priori per la scienza, ma mi ha convinta ulteriormente la scrittura di Aaron Sorkin.
Poi, pazienza, sappiamo com’è andata, ma rimane una più che ottima performance dove si sobbarca due ore di film che più che altro sembra una performance teatrale nel vero senso della parola.

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Ovviamente non ha fatto solo cose meravigliose nella sua carriera, a oggi, anzi, e soprattutto non le ho ancora viste tutte tutte, ma la maggior parte sì e se proprio dovessi salvare qualcosa dei suoi progetti di natura discutibile direi che riguarderei, come guilty pleasure, quella cafonata della BBC chiamata HEX (che per la cronaca, se vi volete un po’ più bene della sottoscritta e se la guardate solo per lui fermatevi alla prima stagione. E’ un consiglio sincero.) dove interpretava il demone Azazeal (e in una puntata aveva anche una battutina divertente su Reservoir Dogs di Tarantino. Sì ok, la smetto) e, non so, se qualcuno volesse mai fare un remake di Il Maestro e Margherita, io lui ce lo metterei nel cast… devo ancora decidere se gli farei fare un demone o Satana, ma l’ho buttata lì, poi fate un po’ voi.

Ha preso parte a diversi altri progetti in questi anni, che non vi sto ad elencare perché famo notte e non volevo scrivere una biografia non autorizzata, ma se c’è una cosa che ho avuto modo di capire di questo attore è che quando pensi che magari potrebbe fare una commedia semi allegra, lui ti smentirà.
Però col senno di poi, non importa, anche perché far soffrire la gente gli riesce molto bene e temo andremo avanti così ancora a lungo.
Sta di fatto che è senz’altro uno dei miei attori preferiti degli ultimi anni perché è davvero versatilissimo nel suo genere e, delle parti che gli propongono, sceglie sempre pellicole interessanti a cui lavorare.

Adesso attendo il fantomatico film di Terrence Malick che ha avuto una gestazione di ben 4 o 5 anni, che ha finalmente un titolo: Song To Song (anche questo ha subìto un processo travagliato) e che a questo punto temo non crederò davvero di vedere finché non me lo troverò davanti e sinceramente farà meglio ad essere bellissimo perché ero quasi riuscita a dimenticare la sua esistenza.

In conclusione, io volevo solo fare un post di buon compleanno, ma mi è sfuggita la mano.

Buon quarantesimo compleanno Michael

RIP Chuck Berry

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D’accordo, aveva 90 anni e ovviamente mi dispiace, ma ahimè ci ha lasciati anche lui.
Non ho mai approfondito seriamente la conoscenza, ma per vie traverse è arrivato anche nella mia vita e mi sembrava davvero ingrato lasciar correre e non dire niente visto che indirettamente si parla anche di cinema.

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Ci ricordiamo tutti quanti la scena di Marty Mc Fly sul palco nel primo capitolo di Ritorno al Futuro durante il ballo a scuola con Marvin Berry che telefona a Chuck Berry per dirgli che aveva trovato il sound tanto cercato grazie a uno strano ragazzino sul palco con in braccio una Gibson.
Chissà come sarebbe potuta essere quella scena se per ipotesi Johnny Be Good non fosse mai esistita…

Ma poi, Ritorno al Futuro a parte (visto che quella trilogia è stata inevitabilmente il primo collegamento sensato che mi è balzato alla mente) il tributo glielo voglio fare anche con un altro film degli anni 90 perché, per quanto si possa essere abituati a dare per scontato tante cose, mai come oggi mi sono chiesta se per ipotesi  You Never Can Tell non fosse mai esistita, cosa avrebbe potuto usare Quentin Tarantino durante la scrittura di questa scena di Pulp Fiction per far ballare in quel modo così awkward, ma a suo modo perfetto, Uma Thurman e John Travolta…

Tutto questo non lo sapremo mai e sinceramente, CHISSENE

Grazie Chuck

Oscars 2017: the day after

“Allora chi ha vinto?”

Disse madre mentre i miei occhi combattevano con la luce e cercavo i biscotti per fare colazione, questa mattina, e invece l’unica cosa che mi veniva in mente era questa qui

“89th Academy Awards” Oil on canvas

Nonostante io quest’anno sia rimasta a secco con i premi indovinati (se ne ho indovinati 4 è tanto, giuro) proprio sul finale,  quando Morfeo mi stava già portando verso lidi più felici è arrivato il più grande plot twist della storia dei plot twist.

Warren Beatty e Faye Dunaway salgono sul palco ad annunciare il vincitore per il miglior film dell’edizione 2017 e non ci si fa caso, ma quel che sembra uno sketch è la realtà e l’abbiamo sentito tutti in tutti i luoghi e in tutti i laghi ormai.

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“and the winner is… eh… no, you do this”

Li ricorderemo per sempre per questo siparietto divertente ma che si porta con sé anche tanto amaro in bocca da parte dei diretti interessati perché, aiuto.
Io guardavo e oltre ad aver perso di punto in bianco (di nuovo) il sonno mi sono sentita davvero male per tutta la “squadra” di La La Land e quella dietro a Moonlight.
Dovrebbe essere uno dei momenti più belli della tua vita e invece:

  1. ti portano via l’Oscar che ti è stato dato 5 secondi prima
  2. devi restituire un Oscar dopo aver fatto tutto il discorsone di ringraziamento che significa tantissimo per te
  3. devi far finta di niente
  4. ho già menzionato l’imbarazzo in mondovisione?

di conseguenza immagino un po’ di amaro in bocca nonostante la gioia di aver vinto da parte di chi ha effettivamente vinto il premio, comunque meritatissimo.

Io non lo so, ma ci voleva tanto a leggere sul retro?
No, non datemi dell’ipersensibile, la mia è solo un po’ di sincera ansia sociale.
Però li ringrazio perché se non posso essere totalmente felice dell’esito delle premiazioni almeno mi hanno regalato meme scemi con cui campare nei giorni tristi, per l’eternità.
L’ho presa come un clamoroso “ah shit I fucked up, I’m gonna drag you all down with me”.

Archiviato questo momento infelice, passiamo a cosa è successo effettivamente nella serata.
Ok, in primis Moonlight ha vinto, a tutti gli effetti e sono contenta.

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Damien Chazelle si è portato a casa il premio alla regia meritatamente per La La Land ma non sono contenta fino in fondo per la categoria best actress perché nonostante Emma Stone mi sia piaciuta trovo che Natalie Portman meritasse molto di più, però poco importa.

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Viola Davis alla fine ha vinto per Fences, e tutto sommato non mi posso lamentare anche se io ti favo a pari merito per Naomie Harris e Octavia Spencer.

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Ryan Gosling invece non ha vinto e mi dispiace molto perché l’avrebbe meritato un premio per La La Land, ma mi ha regalato tanti momenti divertenti durante la serata.
Non sono invece entusiasta della vittoria di Casey Affleck come miglior attore, ma pazienza.

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Invece la categoria che “ndo coio coio” bene o male è sempre un successo è quella del Best Supporting Actor dove ha vinto comunque meritatamente Mahershala Ali.
Sarebbe stato bellissimo vedere salire Michael Shannon a ritirare la statuetta, o Dev Patel… peccato.

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Alla fine Fuocoammare non ha vinto, ma The Salesman sì! Non ho visto il film di Farhadi, ma sono contenta abbia vinto lui.

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E’ stata una notte lunga ed estenuante, per la mancanza di sonno, con una cerimonia delle statuette d’oro nel complesso molto riuscita grazie anche ad un conduttore all’altezza del compito.
Il caro Jimmy Kimmel, alla sua prima conduzione degli Academy Awards, ha dato vita ad una edizione politicizzata alla grande (ma del resto era prevedibilissimo che lo sarebbe stata) e chi meglio di colui che ha negato l’ospitata a Trump in trasmissione?
Comunque, al di là dei gusti personali l’ho trovato un’ottima scelta adatto a “mandare avanti la baracca” ironico e in grado di colpire nei fianchi nel momento giusto e mai banale.

Ci sono state tante frecciatine a destra e a manca, tanti siparietti divertenti:

tweet in diretta a Trump

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caramelle cadute letteralmente dal cielo

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un bus turistico dirottato in sala con passeggeri ignari (ci vogliamo fidare? vabbè è stato divertente) e Ryan Gosling a stringere la mano a tutti.

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Denzel Washington che celebra matrimoni così su due piedi
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Sunny Pawar trasformato per l’occasione in Simba (adoro quel bambino, non l’avete nemmeno nominato)
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Aspettavo con ansia questa edizione con lui al timone prima di tutto per vedere come se la sarebbe cavata, ma soprattutto per la sua eterna diatriba con Matt Damon che regala sempre tante gioie.

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C’è stato anche un momento proud fan con Gael Garcia Bernal sul palco a presentare un premio e si è messo a lanciare proclami anti Trump.
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Dev Patel che si è portato la mamma agli Oscar

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Dev Patel che si è rincontrato con Andrew Garfield = la coppietta dell’anno

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sicuramente dimentico qualcosa, ma direi che lo stretto necessario è questo

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non è vero Jimmy

Il sofferto toto scommesse pre-Oscars 2017

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Torno a scrivere dopo quasi due mesi di latitanza reduce da un’influenza brutale e debilitante e quant’altro, come al solito con l’acqua alla gola perché altrimenti che gusto c’è, ma in tempo per i premi Oscar.
Una si augura sempre che nell’anno appena trascorso abbia scelto bene i film da vedere così da avere meno cose da recuperare una volta lanciate le nominations, ma non è quasi mai così.

Lo scorso anno i film nominati bene o male mi erano piaciuti tutti, ma in modo piuttosto tiepido. Devo dire che a fatica sono riuscita a trovarne uno che spiccasse più di altri fino a farmi urlare al capolavoro.
Più che altro, l’anno scorso, mi sono fatta trasportare dalle interpretazioni, mentre invece quest’anno qualche pellicola nominata credo me la porterò dietro per un po’.
E’ vero che io e l’academy spesso abbiamo gusti incompatibili, ma ci vuole così tanto per trovare qualcosa di davvero meritevole? io non credo. Non sono comunque contenta perché ci sono film e registi che avrei preso in considerazione e invece sono stati snobbati, sto parlando di Tom Ford con Nocturnal Animals che ho adorato e poi Pablo Larraìn che se è vero che Neruda non l’ho ancora visto, con Jackie ha fatto un buon lavoro, ma ormai è troppo tardi.
Arrivo comunque con la mia manfrina, che nonostante io mi sia ripromessa di tagliare corto e dire lo stretto necessario temo non sarà così. Perdonatemi, non faccio apposta.

Questo lasso di tempo tra le nominations e la premiazione vera e propria oltre a sembrare una partita di tetris per farci stare i film scaglionati tra i vari giorni è anche un momento che amo e odio in egual misura dato che, oltre ad essere in piena full immersion cinematografica, scattano inevitabilmente le polemiche e i dibattiti tali per cui se prima partivi con le migliori intenzioni del mondo nei confronti di una pellicola ti ritroverai tuo malgrado ad arrivare quasi a detestarla ancora prima di vederla. Certa gente se ci si mette ti fa scappare la voglia nonostante tu ti sia armata delle migliori intenzioni e quando vai a vedere il suddetto film ti tappi le orecchie con la sola intenzione di cercare di farti un’idea il più oggettiva possibile.
Il film della discordia dell’edizione 2017 c’è stato e si tratta di La La Land di Damien Chazelle.

Ora cercherò di analizzare dal mio punto di vista come è andata la visione di tutti i film nominati nella categoria BEST PICTURE.
Sento che non andremo d’accordo, vi prego siate clementi e non mangiatemi, sono solo gusti personali.

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La La Land

Leviamoci subito il dente che così non ci pensiamo più.
Lo aspettavo da Venezia 2016 con in tasca tanta curiosità e aspettative memore della bellezza e dell’iniezione di ansia gratuita sbattutami in faccia da Chazelle con il suo precedente Whiplash. Non potendo partecipare al festival mi sono dovuta aggrappare alla pazienza e ai commenti letti e domandati via twitter a gente presente sul posto che se la memoria non mi tradisce mi pare fossero positivi più o meno all’unanimità.
Mi è piaciuto? sì, mi è piaciuto e molto. Molta gente si è lamentata di svariati elementi secondo me di contorno, ma appunto forse dimenticando proprio di cosa parlasse il film, e non sono certo qui a dire che io ho ragione e loro no perché a me ad esempio non ha fatto impazzire un film che invece sto notando è piaciuto a tantissima gente, ma il mondo è bello per questo, però ho un paio di domande che mi sono sorte spontanee così magari mi dite se sono pazza io o se quelli a non farcela sono gli altri:

  1. Ma sapete cosa andate a vedere al cinema prima di pagare il biglietto?
  2. (vedi domanda n.1) Se sapete cosa andate a vedere al cinema, sapete che vi fanno cagare i musical, non state accompagnando nessuno quindi ci andate di vostra spontanea volontà, perché dovete stracciare l’anima al prossimo (purtroppo in sala con voi) che magari il film lo vuole vedere davvero e capirci qualcosa con commenti tipo “ma cantano ancora?”

Lo farei vincere? Sì, oltre al fatto che tecnicamente avrebbe buone possibilità per farlo perché è una sorta di tributo al cinema stesso e a Hollywood si sa che piacciono queste trovate, però al di là di ciò perché è molto più di una commedia, è una sorta di manifesto. Ma avete presente quando vi capita di vedere un film o una mostra o qualcosa in generale che a sua volta vi ispira creatività o vi lascia qualcosa? La La Land con me c’è riuscito.

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Moonlight

Premesso che non sapevo nemmeno di cosa parlasse, questo film è stato una sorta di sorpresa più che altro per i temi trattati.
Messa in scena di un testo teatrale, Moonlight porta con sé una storia che spezza il cuore ed è affrontata in modo brillante più che altro per le scelte registiche grazie soprattutto a un ottimo cast.
Il film porta in scena una realtà in un certo senso più volte esplorata, cioè quella degli ambienti difficili di una città come Miami, ma allo stesso tempo aspetti poco esplorati dal cinema per quanto riguarda la comunità afro-americana, come l’omosessualità (o forse sì e io cado bellamente dal pero) con tutte le complicazioni al seguito.
Mi è piaciuto? abbastanza.
Lo farei vincere? sì perché è qualcosa di diverso dai film di malavita ambientati nel ghetto e sarebbe una vittoria morale non solo per la comunità lgbt che soprattutto equivarrebbe a uno schiaffo morale agli omofobi anche perché di personaggi, ma soprattutto storie, così è raro vederne e sarebbe un bel segno di cambiamento.

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Manchester By The Sea

Arriviamo a un tasto dolente di queste nominations: a me non è che Manchester By The Sea non sia piaciuto per niente perché anzi la storia la trovo bella, ma non mi ha lasciato molto. Così come la gente non apprezza La La Land io non apprezzo Manchester By The Sea più dello stretto necessario.
Non vogliatemene, ma non riesco ad andare al di là più del dovuto con la questione del dover riaffrontare i demoni del passato perché non nego l’evidenza che già nella vita reale non sia una passeggiata di salute oltre che alla questione del rapporto quasi paterno instauratosi tra il personaggio di Casey Affleck e quello di Lucas Hedges, ma non posso farci niente.. avrò il cuore di pietra.
Mi è piaciuto? meh, forse mi aspettavo qualcosa di diverso.
Lo farei vincere? forse avrebbe possibilità di vittoria in generale, ma da parte mia no

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Arrival

Denis Villeneuve ci ha provato con un film fantascientifico e c’è anche riuscito, ma con me non è andata così bene come pensavo, la mia reazione è stata piuttosto tiepida e mi sembrava gli mancasse qualcosa. Sinceramente speravo Arrival mi piacesse un po’ di più ed invece non è successo, me lo rivedrò perché non mi arrendo così e perché ero ancora in preda ai germi influenzali quindi probabilmente questo fattore ha influito sulla mia percezione del film, ma è una di quelle pellicole che mi ha emozionata di più per le performances e gli effetti speciali che altro.
Mi è piaciuto? nel complesso sì, ma speravo di urlare al miracolo una volta finito il film nonostante l’idea di fondo sia davvero buona.
Lo farei vincere? no.

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Fences

Denzel Washington passa alla regia e porta sul grande schermo una sceneggiatura teatrale che, a quanto ho letto, è stata impresa già tentata precedentemente e con risultati fallimentari.
In sé è una storia bella anche se parecchio dura da digerire con delle prove attoriali fantastiche sia da parte di Denzel Washington stesso che di Viola Davis, ma di una pesantezza… oltre al ritmo piuttosto lento che non ha aiutato.
Mi è piaciuto? sì, ma non lo rivedrei. O per lo meno farei passare del tempo.
Lo farei vincere? sinceramente un premio come miglior film non me la sentirei di darglielo anche se porta un bellissimo messaggio nel finale.

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Lion

Questo è un film che puntavo da mesi senza sapere veramente di cosa parlasse più che altro perché mi incuriosiva il cast: l’accoppiata Dev Patel – Rooney Mara era interessante e poi la fotografia era particolare. Vi capita mai di voler vedere un film per colpa della fotografia? a me è successo diverse volte e di cantonate ne ho prese, ma almeno è stato un viaggio cromaticamente interessante (no, non mi interessa se pensate che sono pazza).
Il film è uno di quelli belli che ti fanno piangere, ma che diversamente da Room l’anno scorso (che mi è piaciuto, tirate giù i fucili) mi rivedrei perché non ti lascia un lastrone di marmo ad appesantirti il torace una volta finito.
Mi è piaciuto? Tantissimo.
Lo farei vincere? Sarebbe un candidato ideale alla vittoria perché oltre ad essere molto ben fatto lancia un messaggio fantastico di integrazione tra culture e agli USA questa cosa servirebbe.

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Hidden Figures

Totalmente all’oscuro della natura di questo film mi sono lasciata convincere consigliata da Cineclan che ci ha preso.
Hidden Figures (da noi in uscita con il titolo “il diritto di contare”, quindi per la serie del o lo sai che han cambiato il titolo o ti attacchi) è il film che non ti aspetti e che nonostante sembri l’ennesima pellicola ambientata negli anni 60 che parla di razzismo negli USA è soprattutto una storia femminista oltre che qualcosa di fresco.
Poi scusate ma Nasa e donne che reggono la baracca mi sembra già un ottimo motivo per tifare per questo film.
Mi è piaciuto? Sì, tantissimo e me lo rivedrò sicuramente.
Lo farei vincere? Sì, sarebbe un buon candidato.

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Hacksaw Ridge

Noto anche come la mia pecora nera dell’edizione 2017, a riprova che ogni anno io un film che piuttosto che vederlo mi farei asfaltare da un treno lo devo sempre avere.
Quest’anno è toccato a Mel Gibson: omino che non ha mai goduto di particolare simpatia da parte della sottoscritta e da cui mi aspettavo un’altra opera di una pesantezza mortale.
Proprio lui, è riuscito a fare un film che contro ogni aspettativa è bello anche dal mio punto di vista.
Avevo deciso di guardarlo solo per Andrew Garfield (di cui devo ancora trovare il coraggio di vedere Spider Man per la cronaca), ma alla fine mi è piaciuta anche l’interpretazione di Vince Vaughn, vedi la vita come è strana?
Mi è piaciuto? la risposta è sì, potete segnarvi tutti questa dichiarazione che potrà essere usata contro di me.
Lo farei vincere? No anche se sarebbe un candidato interessante.

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Hell Or High Water

Questo film è stato la delusione, oltre ad essere un terribile inizio perché è stato il primo che ho visto di questa lista di nominati e mi sono detta sul serio “iniziamo bene”, cioè mi aspettavo non dico cose turche, ma qualcosa di innovativo.
Sarà che non mi piace il genere e che per questo mi sono annoiata a morte, ma davvero, perché l’hanno nominato come miglior film? non lo dico in segno di disprezzo, sono curiosa. Io salvo solo le performances di Jeff Bridges e Chris Pine.
Ben Foster è stato bravo, niente da dire ma sono secoli che fa sempre la stessa parte.
Mi è piaciuto? no
Lo farei vincere? no

Quindi alla luce di ciò tra tutti i candidati chi dovrebbe vincere? bello eh? non lo so manco io perché ridendo e scherzando mi sono ritrovata con più di un film preferito, ma è anche vero che ognuno di loro ha le sue caratteristiche e meriterebbe riconoscimenti per motivi diversi. Facciamo così, se avessi una pistola piantata alla tempia direi Lion. E’ la mia risposta definitiva. Tuttavia penso sia abbastanza probabile che vinca La La Land.

Ora procederò al resto del toto scommesse in base quello che ho visto, una scelta piuttosto istintiva perché quest’anno ho seriamente problemi a scegliere.


Best director

Damien Chazelle, “La La Land”
Barry Jenkins, “Moonlight”
Denis Villeneuve, “Arrival”
Kenneth Lonergan, “Manchester by the Sea”
Mel Gibson, “Hacksaw Ridge”

Sento vincerà Chazelle e non mi dispiacerebbe perché ha fatto un gran lavoro con La La Land, ma Moonlight è un film interessante.

Best actress in a leading role

Natalie Portman, “Jackie”
Emma Stone, “La La Land”
Isabelle Huppert, “Elle”
Meryl Streep, “Florence Foster Jenkins”
Ruth Negga, “Loving”

Premesso che non ho visto Loving, che quindi mi manca un tassello e che mi sono piaciute moltissimo sia Isabelle Huppert che Natalie Portman io voto per quest’ultima perché la sua interpretazione mi sembra superiore e poi per far vincere qualcosa a quel gioiellino bistrattato di Jackie di Larraìn.
Inoltre ritengo che in questa categoria una nomination la meritasse a tutti gli effetti anche Taraji P. Henson con il suo personaggio in Hidden Figures.

Best supporting actress

Viola Davis, “Fences”
Michelle Williams, “Manchester by the Sea”
Octavia Spencer, “Hidden Figures”
Naomie Harris, “Moonlight”
Nicole Kidman, “Lion”

In questa categoria ho a pari merito di preferenza sia Octavia Spencer che Naomie Harris, ma quest’ultima mi è piaciuta molto di più: in primis perché era irriconoscibile, per secondo motivo perché è riuscita a farsi detestare per tutta la durata del film.

Best actor in a leading role

Ryan Gosling, “La La Land”
Casey Affleck, “Manchester by the Sea”
Denzel Washington, “Fences”
Andrew Garfield, “Hacksaw Ridge”
Viggo Mortensen, “Captain Fantastic”

Di questa categoria mi manca Captain Fantastic per poter giudicare decentemente. Quelli che mi sono piaciuti di più tra tutti sono stati Ryan Gosling e Andrew Garfield, ma voto per Ryan Gosling per un motivo in particolare: perché canta. Finalmente qualcuno ha capito le potenzialità di quest’uomo che non mi è mai piaciuto particolarmente esteticamente parlando, cioè non faccio parte della sua orda di fans che vorrebbero sposarselo, ma se canta riesco quasi a trovarlo affascinante anch’io. Se non lo avete mai sentito vi consiglio di recuperare l’album dei Dead Man’s Bones che ha fatto con il suo socio.

Best supporting actor

Mahershala Ali, “Moonlight”
Jeff Bridges, “Hell or High Water”
Lucas Hedges, “Manchester by the Sea”
Dev Patel, “Lion”
Michael Shannon, “Nocturnal Animals”

Questa categoria mi crea problemi per un motivo, c’è Dev Patel che non fa il supporting actor e non so secondo quale principio sia finito qui ma faccio il tifo per lui insieme a un Michael Shannon che fa realmente il supporting actor e vorrei tanto vincesse. Non posso tifare entrambi, cosa faccio? diciamo che io faccio il tifo per Dev Patel ma credo che il premio lo meriti più Michael Shannon solo per una questione di categoria.

Best adapted screenplay

“Moonlight,” Barry Jenkins
“Arrival,” Eric Heisserer
“Lion,” Luke Davies
“Fences,” August Wilson
“Hidden Figures,” Allison Schroeder and Theodore Melfi

Best original screenplay

“La La Land,” Damien Chazelle
“Hell or High Water,” Taylor Sheridan
“Manchester by the Sea,” Kenneth Lonergan
“The Lobster,”  Yorgos Lanthimos and Efthymis Filippou
“20th Century Women,” Mike Mills

Dubito vincerà, ma se lo fa davvero vado a mangiare greco per festeggiare.

Best foreign language film

“Toni Erdmann”
“The Salesman”
“Land of Mine”
“A Man Called Ove”
“Tanna”

Ho visto solo Toni Erdmann e mi è piaciuto abbastanza, quindi farò il tifo per questo film, ma se tanto mi da tanto un premio a The Salesman dopo tutto il casino che c’è stato va via liscio come l’olio.

Best documentary

“O.J.: Made in America”
“13th”
“I Am Not Your Negro”
“Fire at Sea”
“Life, Animated”

Fuocoammare è l’unico che ho visto e se vincesse sarei contenta per il tema che tratta non per una questione campanilistica.

Best cinematography

“Moonlight,” James Laxton
“La La Land,” Linus Sandgren
“Arrival,” Bradford Young
“Silence,” Rodrigo Prieto
“Lion,” Greig Fraser

Best original song

“How Far I’ll Go,” “Moana”
“City of Stars,” “La La Land”
“Audition (The Fools Who Dream),” “La La Land”
“Can’t Stop the Feeling!” “Trolls”
“The Empty Chair,” “Jim: The James Foley Story”

Best original score

“La La Land,” Justin Hurwitz
“Moonlight,” Nicholas Britell
“Lion,” Dustin O’Halloran and Hauschka
“Jackie,” Mica Levi
“Passengers,” Thomas Newman

Best film editing

“La La Land”
“Moonlight”
“Hacksaw Ridge”
“Arrival”
“Hell or High Water”

Best visual effects

“The Jungle Book”
“Rogue One: A Star Wars Story”
“Doctor Strange”
“Deepwater Horizon”
“Kubo and the Two Strings

Quando sono andata a vedere Doctor Strange sono uscita dal cinema dicendo “se non vince niente per gli effetti speciali si drogano”, poi sono andata a vedere Rogue One ignara di tutto e tutti e per usare il linguaggio gggiovane “they pulled a Tarkin” e allora fate un po’ quello che volete.

Best sound editing

“La La Land”
“Hacksaw Ridge”
“Arrival”
“Sully”
“Deepwater Horizon”

Best sound mixing

“La La Land”
“Hacksaw Ridge”
“Rogue One: A Star Wars Story”
“Arrival”
“13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi”

Best costume design

“La La Land”
“Fantastic Beasts and Where to Find Them”
“Florence Foster Jenkins”
“Jackie”
“Allied”

Best production design

“La La Land”
“Fantastic Beasts and Where to Find Them”
“Arrival”
“Hail, Caesar”
“Passengers”

Tutto bello, ma alla fine ridendo e scherzando se ne riparla lunedì combattendo le occhiaie.